Utente:Yorick39/Sandbox/5

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Utente:Yorick39/Sandbox/4

Non è vandalismo, solo una prova --Yorick39 (msg) 01:08, 6 dic 2010 (CET)

Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Milano (disambigua).

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"Milano (IPA: /miˈlano/, Milan in dialetto milanese) è un comune italiano di 1.312.190 abitanti[1], capoluogo della provincia omonima e della regione Lombardia.

È il secondo comune italiano per popolazione, dopo Roma, e costituisce il centro della più vasta area metropolitana d'Italia nonché una delle più popolose d'Europa[2].

Fondata dagli Insubri all'inizio del VI secolo a.C.[3]; conquistata dai Romani nel 223 a.C. fu chiamata Mediolanum e accrebbe progressivamente la sua importanza fino a diventare capitale dell'Impero romano d'Occidente. Durante la sua storia assume svariati ruoli, tra i quali centro politico di notevole importanza durante il Rinascimento e capitale del Regno d'Italia durante il periodo napoleonico. Milano è ai vertici del circuito musicale mondiale, grazie allaScala e alla sua lunga tradizione operistica.[4] Sempre in ambito della cultura, la città è fino dal XIX secolo il massimo centro italiano dell'editoria, sia libraria sia legata all'informazione. Il grande innovatore del settore fu Emilio Treves.

Divenne "capitale economica italiana" durante la rivoluzione industriale che coinvolse l'Europa nella seconda metà del XIX secolo, costituendo con Torino e Genova il "Triangolo industriale". Da questo periodo in poi e soprattutto dal dopoguerra, subì un forte processo di urbanizzazione legato all'espansione industriale che coinvolse anche le città limitrofe, e fu metà principale durante il periodo dell'emigrazione interna.

Nell'ultimo secolo ha stabilizzato il proprio ruolo economico e produttivo, divenendo il maggiore mercato finanziario italiano, ed è una delle capitali mondiali della moda (insieme a Parigi, Londra e New York) e del design industriale[5]. Alle porte di Milano, a Rho, ha sede la Fiera di Milano, il maggiore polo fieristico d'Europa. Negli ultimi anni la città è al centro di un'importante trasformazione urbana ed architettonica che cambierà il volto e in particolare modo lo skyline della città[6].

Geografia fisica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Idrografia milanese.

La città occupa un'area di 183,77 km² a occidente della Lombardia ed è attraversata dall'Olona, dal Lambro e dal Seveso[7]. La sua superficie degrada dolcemente da nord-ovest a sud-est misurando, sul livello del mare, dai 147 ai 102 m, con una media di 122 mslm.[8]. Il Comune di Milano è suddiviso in nove zone, denominate municipi circoscrizionali, con poteri di ordinaria amministrazione e consultivi[9]. La superficie che occupa Milano ha dimensione superiori a quella di alcune città europee come Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Dublino. La continuità abitativa si è estesa oltre i confini amministrativi, formando coi comuni contermini e alcuni di cintura un'unica conurbazione. Un sostanziale ampliamento territoriale era avvenuto invece dal 1928 al 1932 con l'incorporazione del circostante comune dei Corpi Santi e di altri allora minori che divennero quartieri della città .[10] Milano, sotto il manto stradale, è attraversata da un fitto reticolo di fiumi, rogge e canali[11], che un tempo disegnavano una vera e propria "città d'acqua". A cielo aperto scorrono ancora il Naviglio Grande e il naviglio Pavese, l'uno entrando e l'altro uscendo dalla darsena di porta Ticinese, il Lambro nella periferia orientale, la Martesana, da Cascina Gobba[12] alla Cassina de' pomm, la Vettabbia, da Morivione ai confini meridionali, il Lambro meridionale, da piazza delle Milizie all'incrocio col naviglio Pavese e oltre. E ancora, la roggia Boniforti in via Argelati e il cavo Ticinello nell'omonimo parco[13], a est di via dei Missaglia. Poi due roggette vicino alla darsena, l'una in vicolo dei Lavandai, l'altra in via Magolfa. Sottoterra scorrono l'Olona, il Seveso e il Redefossi, mentre la fossa interna (la cerchia dei Navigli), coperta dal 1929, è stata addirittura interrata negli anni sessanta. Il sistema non è naturalmente più navigabile, ma conserva inalterato il suo potenziale irriguo, anche dopo che i colatori che fluivano dalla città verso sud e sud-est mescolandosi alle acque naturali sono stati integralmente allacciati ai tre depuratori che servono la città dal 2005. Milano si trova a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km ad ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po ed a 50 km a sud del lago di Como e del confine svizzero.

A Milano convergono molte vie di comunicazione di importanza regionale, nazionale e internazionale: essa è collegata con Torino, con Genova, con Piacenza e quindi con l'asse dell'Emilia-Romagna, quello Brescia-Veneto, Bergamo e le Valli Orobiche, le vie alpine della Valtellina (Val Venosta, Engadina e Alte valli del Reno), del Canton Ticino (San Bernardino, Lucomagno e San Gottardo), Passo del Sempione. La collocazione centrale, insieme alla fertilità del suo territorio, ha influenzato notevolmente la storia della città ed il ruolo che essa ha avuto nei confronti della nazione italiana e dei paesi transalpini.

[[:File:Scighera in Domm.jpg|thumb|right|250px|Renato Casari, 1960 - Scighera in Domm.]]

Estate lungo la Martesana a Gorla

Milano è situata a occidente del bacino della Val Padana, e tale posizione le conferisce (il mare è abbastanza lontano) un clima semi-continentale. Secondo la Classificazione dei climi di Köppen, Milano ha un clima tipicamente temperato delle medie latitudini (Cfa).

Come in tutte le grandi città del mondo l'isola di calore sovrastante l'abitato rende le temperature più elevate rispetto alle campagne circostanti (in alcune notti le minime in inverno posso essere superiori anche di 2/3 °C). Infatti i quartieri centrali godono di minime lievemente più alte rispetto alle aree periferiche che risentono delle masse di aria fredda ed umida ristagnanti sulle campagne; inoltre i quartieri meridionali della città sono più frequentemente interessati dalla nebbia durante l'inverno, così che talvolta, in caso di nebbia fitta, le zone centrali e meridionali della città sono più fredde (per quel che riguarda le temperature massime) anche di circa 2 °C rispetto alla campagna circostante. Le temperature minime in inverno nel centro risultano più alte che in periferia, e in estate questa differenza si attenua.

Le temperature di Milano Duomo, le cui medie storiche rappresentano bene il clima della città, vanno dai 0/+5 °C in gennaio ai +19/+30 °C in luglio.
Le aree periferiche registrano temperature medie più basse (intorno ad 1 °C), specialmente per quanto riguarda i valori minimi notturni: tale differenza tra centro e periferia tende ad accentuarsi nei mesi invernali. Milano, come gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione e ciò favorisce il ristagno delle nebbie e degli inquinanti[14].

Gli inverni milanesi sono generalmente freddi e molto umidi. Le estati calde e umide, decisamente afose e poco ventilate. L'estate milanese è però anche interessata da frequenti temporali e sono possibili giornate tiepide e temporalesche (condizioni normalmente legate a peggioramenti da ovest) che attenuano la calura: i mesi compresi tra giugno e agosto sono discretamente piovosi. Nel complesso, le precipitazioni nell'area milanese sono moderatamente elevate e relativamente ben distribuite nel corso dell'anno: sono piovose anche le stagioni intermedie e specialmente il medio autunno e la primavera, meno gli inverni con una riduzione delle precipitazioni a un minimo di 40mm a febbraio. Leggermente più scarse le precipitazioni nella periferia sud e maggiori in quella nordest. Tra gli anni quaranta e settanta, le nevicate invernali furono più frequenti che in seguito. La media nivometrica della città di Milano (i cm totali medi neve di accumulo annuo) più bassa di molte città del nord-ovest e della Emilia-Romagna (come Piacenza, Parma, Bologna, Torino), ma più elevata di altre città del nord-est (Udine, Verona, Venezia), si ferma a 26 cm annui in città (riferita al periodo a cavallo tra gli anni sessanta e gli anni ottanta); questo valore di 26 cm in centro a Milano scende a 21 cm se consideriamo il periodo che va dal 1950 al 2007 per una decisa flessione delle nevicate negli anni novanta; intorno alla città, lontane dall'isola di calore, la media nivometrica tende ad essere superiore fino ad un massimo di circa 30 cm nell'hinterland sud[15][16]; tra i rari episodi importanti di precipitazione nevosa possono essere ricordati l'inverno record nel 1985 che registrò un totale di accumuli fino a 100 cm di neve nelle periferie, l'episodio di fine gennaio 2006 che portò fino a 75 cm di accumulo finale subito fuori Milano (40 cm in città) e quello del 6-7 gennaio 2009 che ha registrato fino a 40 cm con persistenza del manto nevoso nella periferia meridionale per diversi giorni. Stessa situazione nella periferia appena a nord di Milano in zone riparate dal sole[17]. L'umidità è molto elevata per tutto l'anno in special modo nei mesi invernali (quando arriva anche al 100%) e durante la notte in tutte le stagioni. Ciò nonostante i giorni di piogge si fanno via via meno frequenti (così come il fenomeno della nebbia), anche se i totali pluviometrici annui non sono variati molto. Sono soprattutto le stagioni autunnali ad avere registrato un calo delle precipitazioni e della nebulosità.

Le nebbie sono favorite sia dal cielo sereno, che consente il raffreddamento da irraggiamento, sia dal suolo superficialmente umido, sia da particolari configurazioni bariche invernali come i regimi altopressori.

MILANO Brera Duomo[18] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 5,28,013,418,023,027,330,028,824,117,310,36,16,418,128,717,217,6
T. min. media (°C) 0,01,65,49,013,316,919,418,915,610,55,31,31,09,218,410,59,8
Precipitazioni (mm) 534073831048572808712010675168260237313978
Giorni di pioggia 7691011107781010821302428103
Eliofania assoluta (ore al giorno) 1,93,44,95,96,88,19,28,16,24,22,21,92,45,98,54,25,2
Vento (direzione-m/s) NW
2,3
SE
2,4
SE
2,6
SE
2,8
SW
2,7
SW
2,6
SW
2,5
SE
2,4
E
2,3
E
2,3
SE
2,3
NW
2,2
2,32,72,52,32,4
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Milano e Fondazione di Milano.
Lo stesso argomento in dettaglio: Milano romana.

Milano fu fondata dalla popolazione ligure o celto-ligure degli Insubri che aveva fatto parte in epoca protostorica della cultura di Golasecca. La fondazione avvenne, secondo il racconto di Tito Livio ripreso in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva nel De Magnalibus urbi Mediolani, poco dopo il 600 a.C. ad opera di Belloveso, nipote del re dei Galli Biturigi, che si insediò nel mezzo della pianura sovrapponendosi alle precedenti popolazioni. Dopo essere stata la più importante città dei Galli Insubri, nel 222 a.C. venne conquistata dai Romani, in seguito ad un aspro assedio posto dai Consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello. La conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò. Fu solo nei primi anni del II secolo a.C. che gli Insubri e i confinanti Boi si assoggettarono alla dominazione romana. I Romani la chiamarono Mediolanum, che probabilmente riproduce un toponimo celtico (in mezzo alla pianura). Un'altra ipotesi etimologica si basa sul primo simbolo della città, la scrofa semilanuta (in medio lanum). La discussione tra le due etimologie è ancora aperta, estesa a una ventina di altre ipotesi.

La leggenda narra che all'arrivo dei Romani gli Insubri prelevarono le insegne auree della città, poste nel tempio di Belisama (per Cesare, il tempio di Minerva, con la quale la divinità celtica veniva identificata), per portarle al sicuro, in montagna. L'importanza militare, politica ed economica portò Milano a essere riconosciuta municipiume poi colonia imperiale, fino a diventare capoluogo della Transpadana, capitale dell'Impero e residenza imperiale dal 286 al 402 d.C.

Dopo che Giulio Cesare aprì la Britannia ai commerci e all'influenza romani[19] con soldati mediolanensi, alla crescita dell'importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico. Al momento della suddivisione dell'Impero Romano effettuata da Diocleziano nel 286 (Tetrarchia), Milano divenne, con Treviri, capitale della parte occidentale dell'impero romano.

A Milano, nel 313 d.C. Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano o Editto di Costantino, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziarono a costruire numerose basiliche. Ecco cosa ci racconta Ausonio della Mediolanum del 380-390:

«A Mediolanum ogni cosa è degna di ammirazione, vi sono grandi ricchezze e numerose sono le case nobili. La popolazione è di grande capacità, eloquenza ed affabile. La città si è ingrandita ed è circondata da una duplice cerchia di mura. Vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, i templi, la rocca del palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle terme Erculee. I cortili colonnati sono adornati di statue di marmo, le mura sono circondate da una cinta di argini fortificati. Le sue costruzioni sono una più imponente dell'altra, come se fossero tra loro rivali, e non ne diminuisce la loro grandezza neppure l'accostamento a Roma

Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, che dichiarò il Cristianesimo l'unica religione dell'impero con un suo editto, Milano fu il centro più influente della Chiesa d'Occidente[20] (qui Sant'Agostino si convertì al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente).

Età medievale

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Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Milano.

Milano seguì poi le vicende della decadenza dell'edificio imperiale romano. Nel 402 d.C., dopo un lungo assedio, la città riuscì a respingere i Visigoti comandati dal re Alarico: dopo questi fatti l'imperatore Onorio prese la decisione di spostare la sede della capitale dell'impero da Milano a Ravenna[21]. Allo sfaldamento della società tardo-antica e alla conseguente crisi demografica, fece da contraltare il primo insediamento di un popolo germanico: quello degli Eruli di Odoacre. Nel 493, I Goti guidati da Teodorico sconfissero Odoacre[21] che aveva deposto l'ultimo imperatore romano d'occidente, Romolo Augustolo. La sempre più precaria situazione politica e militare causò però alla città diverse ferite e Milano conobbe, nel 539 la sua prima distruzione: l'imperatore romano d'Oriente Giustiniano I, deciso a riconquistare i territori inperiali d'occidente, attaccò Teodorico inviando in Italia al comando delle sue truppe i generali Belisario e Narsete, iniziando quella che diventerà la lunga Guerra gotica. Nel 539 Milano, per dissensi tra i due generali, si trovò alla mercè dei Goti di Uraia che la incendiarono e massacrarono la popolazione. A questo evento si deve la distruzione dei marmi e dei grandi edifici della Milano ex capitale dell'Impero, dalla basilica ai templi pagani, fino alle grandi e ricche ville patrizie che vennero letteralmente e sistematicamente spogliate ed infine date alle fiamme con tutta la città.

Nel VI secolo, con l'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana si registrarono alcuni decenni di saccheggi e spogliazioni[22], poi si produsse un primo impulso di rinascita. Dall'entrata a Milano di re Alboino, nel 569, il ripopolamento di centri urbani e campagna assunse ritmi sostenuti, donando al territorio una struttura che esprimeva la sintesi dell'elemento romano e di quello germanico. Dai nuovi dominatori, l'Alta Italia prese il nome di Langobardia Maior (da qui poi il termine Lombardia) e Milano divenne uno dei centri preminenti del nuovo regno.
Capitale del dominio longobardo era la vicina Pavia, ma anche Milano rivestì, per un breve periodo, questa funzione sotto il regno di Agilulfo e Teodolinda e del loro figlio Adaloaldo, dal 604 circa al 626 circa. Agilulfo scelse simbolicamente l'antica metropoli di Milano per presentarsi come re di tutta l'Italia e non solo dei Longobardi, tanto per l'incoronazione quanto come sua capitale (la residenza estiva era nella vicina Monza) e si proclamò, secondo quanto iscritto su una corona votiva, Gratia Dei rex totius Italiae. Accanto alla rivendicazione dell'unità tra Longobardi e Latini, per la prima volta nella storia longobarda compariva un riferimento alla volontà divina nella legittimazione del re.[23]

Il regno Longobardo finì nel 774 con la conquista di Pavia da parte di Carlo Magno che fatti prigionieri l'ultimo re Desiderio e la moglie, si proclamò Gratia Dei rex Francorum et Longobardorum e, nell'800, incoronato a Roma da Leone III, divenne il primo imperatore del Sacro Romano Impero, erede di quello romano d'Occidente.

L'importanza di Milano fu confermata quale sede di un conte imperiale e di un vescovo. Con la deposizione di Carlo il Grosso (887), viene meno la capacità di governo centrale e sono proprio conti e vescovi ad esercitare il potere locale: la città evolve in libero comune estendendo la sua influenza su gran parte della Lombardia (XI secolo). L'accresciuta importanza e indipendenza portarono all'inevitabile scontro con l'Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico I Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176.

Nel tardo Medioevo Milano vide la lotta delle famiglie della Torre (o Torriani) e Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima che lascerà il passo solo alla metà del XV secolo, all'alba del Rinascimento alla famiglia Sforza.[24]

Anche la Francia, però, avanzava diritti di successione sul ducato e Luigi XII[25] nel 1499 invase il ducato scacciandone Lodovico il Moro. Carlo V di Spagna in quanto imperatore del Sacro Romano Impero, vi intronò Francesco II Sforza che morì senza eredi nel 1535 e Carlo V, con "diploma imperiale" nomino duca il proprio figlio Filippo II.[26]

I diritti spagnoli sul ducato furono riconosciuti definitivamente con la pace di Cateau-Cambrésis (1559). La dominazione spagnola inizia con un lungo periodo di pace (1535-1620). Carlo V emana le Costitutiones Mediolanensis Dominii che lasciano al ducato un'ampia autonomia di governo, con l'unico vincolo di fedeltà al sovrano,[27] ma creano un pernicioso dualismo con gli uffici regi che non sarà mai completamente superato. Fa anche redigere l'estimo del Ducato[28], che dovrebbe consentire una migliore esazione fiscale: in realtà provoca resistenze nelle oligarchie che controllano il governo cittadino e ducale e nel clero, che non vogliono rinunciare a privilegi e immunità. Inizia così un inasprimento fiscale che non cesserà che nel 1706[29]. La devastante peste del 1629-1630 segnò profondamente la città e la sua cultura, tanto da essere stata in seguito ripresa dal Manzoni, sia ne I promessi sposi sia nella Storia della colonna infame, scritto d'alto pregio storico e sociale - sebbene poco conosciuto - nel quale il Manzoni propone una riflessione profonda sugli errori commessi dai giudici per arrivare a una sentenza di condanna per due dei presunti untori, abusando del loro potere.

Pochi sono i segni evidenti rimasti a Milano della dominazione spagnola: i bastioni, demoliti però tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo[30]; la chiesa barocca di San Giuseppe, in via Verdi, e il collegio Elvetico in via Senato[31]. Infine, la darsena di porta Ticinese, fatta scavare dal conte di Fuentes nel 1603[32].

Il XVIII secolo vide Milano passare dalla dominazione spagnola a quella austriaca che continuò fino all'epoca napoleonica, eccezion fatta per una parentesi di tre anni in cui la città passò sotto il controllo del Regno di Sardegna tra il 1733 e il 1736. Fu un periodo di rifiorimento culturale che conobbe l'opera di intellettuali come Pietro Verri, Cesare Beccaria e Paolo Frisi.

Con la morte di Carlo II di Spagna, dilagò la grande guerra per la successione. Il 24 settembre 1706 Eugenio di Savoia fu alle porte di Milano e il governatore spagnolo, il principe di Vaudémont, abbandonando precipitosamente la città la lasciò in balia della nuova dominazione austriaca. Seguì il principe M. C. di Löwenstein che venne ricordato per aver ricostruito il teatro di corte distrutto in un incendio. L'Austria fu sovrana di Milano fino al 9 maggio 1796 data in cui l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este lasciò la città a causa dell'arrivo di Napoleone impegnato nella campagna d'Italia.

Dal 1796 al 1799 Milano fu capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno d'Italia (1805-1814).

L'arrivo di Napoleone Bonaparte suscitò un'ondata d'entusiasmo nei milanesi che videro in lui la realizzazione dei nuovi ideali rivoluzionari francesi tanto attesi durante il periodo conservatore degli Asburgo. L'esercito repubblicano entrò a Milano il 15 maggio e, dopo circa un anno di disordini di ispirazione giacobina, ne seguì la costituzione della Repubblica Cisalpina nel 1797. Essa tuttavia non ebbe vita facile perché, partito Napoleone, Milano ricadde nel giacobinismo e non riuscì a opporre alcuna resistenza al ritorno degli austriaci nel 1799 che intrapresero una cieca repressione. Dopo la nomina di Napoleone a primo console, grazie alla vittoria sul campo di Marengo, Milano torna ad essere il fulcro politico e culturale d'Italia, grazie alla fondazione del Regno d'Italia, con capitale proprio il capoluogo lombardo.

Età contemporanea (fino al 1945)

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Alla caduta del Bonaparte, con il Congresso di Vienna (1815), Milano tornò sotto il dominio austriaco, non più come ducato, ma come capitale del neonato Regno Lombardo-Veneto,[33] e vi rimase fino al 1859 quando in seguito alla seconda guerra di indipendenza, entrò a far parte del Regno di Sardegna che divenne Regno d'Italia dal 1861.

Dopo l'annessione di Roma allo stato italiano e la sua trasformazione in capitale, per diverso tempo Milano venne qualificata con il titolo di Capitale morale; la definizione è attribuita a Ruggero Bonghi negli anni in cui dirigeva La Perseveranza[34], e conobbe una certa diffusione sulla scia del successo della Fiera industriale del 1881[35][36]. Con essa si alludeva al carattere milanese dall'epoca decisamente più avanzato nell'industrializzazione e nella modernità[37].

Nel 1883[38] fu inaugurata a Milano, in via Santa Radegonda, la prima centrale elettrica d'Europa[39], la seconda al mondo dopo quella di New York.[40] A cavallo del XIX e XX secolo, Milano conobbe uno straordinario sviluppo industriale e del terziario che la pose al centro delle vicende economiche del Paese. Fu sede dell'Esposizione Universale del 1906[41], che celebrava l'apertura del Traforo del Sempione. Lo sforzo bellico durante la Prima guerra mondiale fece registrare un forte sviluppo dell'industria non solo pesante, con conseguenti difficoltà nella riconversione postbellica; ciò si unì alla delusione per le molte aspettative di maggiore benessere e democrazia ingenerate, non solo in Italia, dalla propaganda per l'arruolamento: dapprima le tensioni sociali sfociarono in quello che gli storici chiamano il biennio rosso, in reazione al quale trovò nuova linfa il fascismo.

Milano era, per la sua composizione sociale, una città a forte connotazione socialista: Filippo Turati[42] vi aveva fondato nel 1889 la Lega Socialista Milanese e fu tra i fondatori, nel 1892 del Partito Socialista Italiano. L'organo del partito, il quotidiano Avanti!, ebbe qui a partire dal 1911 la sua sede e Benito Mussolini ne fu uno dei direttori (1913-1914). Socialisti furono gli ultimi due sindaci eletti democraticamente, Emilio Caldara[43] nel 1914 e Angelo Filippetti [44] nel 1920.

Milano fu, per contrappunto, anche la culla del movimento fascista, che vi venne fondato il 23 marzo 1919 col nome di Movimento dei Fasci italiani di combattimento nella sala del Circolo dell'Alleanza Industriale in piazza San Sepolcro.[45] Durante l'ultima guerra, Milano registrò i più gravi bombardamenti aerei mai subiti da una grande città italiana. Nell'agosto del 1943, durante la cosiddetta settimana d'inferno, 870 aerei inglesi rovesciarono 1430 tonnellate di bombe dirompenti e più di 1000 di ordigni incendiari, che distrussero un terzo dell'area edificata e colpirono il 50 per cento degli edifici[46]. L'obiettivo del Bomber Command inglese era appunto la creazione di un vortice di fuoco atto a distruggere la città (il maggiore centro industriale, economico e finanziario del paese) e costringere la nazione a uscire dalla guerra. La notte del 13 agosto furono infatti sganciati anche 220.000 spezzoni incendiari. A causa, però, delle condizioni climatiche tipicamente umide della Pianura Padana, dei materiali da costruzione utilizzati per gli edifici e dell'urbanistica della città, con i grandi viali a separare i quartieri, l'incendio non avvampò con la stessa facilità con cui si propagava nelle città tedesche[47]. Gli aerei sganciarono le bombe da quote molto elevate, colpendo a caso gli edifici del centro storico. Il Teatro alla Scala, Palazzo Marino, la Rinascente, la sede del Corriere della Sera, gli stabilimenti della Pirelli e della Breda vennero totalmente distrutti mentre la Galleria Vittorio Emanuele fu scoperchiata. Il Duomo fu risparmiato nonostante il crollo di decine di statue. Colpiti pure il Castello Sforzesco, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Reale, la Pinacoteca Ambrosiana e l'ospedale Fatebenefratelli. I tram e le filovie erano inutilizzabili. Oltre 500.000 persone furono costrette a lasciare la città, di cui 250.000 senza tetto. Tragica fu la strage dei 184 bambini della scuola elementare di Gorla, il 20 ottobre 1944. Diciassette aerei del 451° Bomb Group, fallito il bersaglio (gli stabilimenti Breda) perché fuori rotta, sganciarono 170 bombe da duecento chili sui quartieri di Gorla, Precotto e Turro. Una di queste colpì le scale della scuola mentre i bambini, gli insegnanti e il personale cercavano di raggiungere i rifugi.[48] Quel giorno si contarono 614 vittime

Il secondo dopoguerra

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Città emblema della Resistenza (il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione, ricorda l'insurrezione generale partigiana del 25 aprile 1945 che ha portato alla liberazione della città), fu, nel secondo dopoguerra, uno dei motori della ricostruzione industriale e culturale del Paese.

A Milano si svolsero alcuni dei maggiori scontri del '68 italiano e qui ci fu il primo episodio della cosiddetta Strategia della tensione (il 12 dicembre 1969 con la strage di Piazza Fontana).

Dalla fine degli anni ottanta la città venne spesso ricordata come "Milano da bere", denominazione derivante da uno slogan pubblicitario diventato simbolo di un'epoca in cui essa e l'intera nazione potevano godere di un benessere diffuso[49].

Dal 2003, un giardino situato al Monte Stella ricorda i Giusti[50] che si opposero ai genocidi e ai crimini contro l'umanità. In esso sono piantati alberi in onore di Moshe Bejski, Andrej Sakharov, Svetlana Broz, Pietro Kuciukian e altri. Ogni anno la scelta delle personalità che Milano intende commemorare in questo giardino è affidata a un comitato composto da personalità di rilievo di tutti gli ambiti della vita culturale e civile.

Nell'ultimo quarto di secolo la città fu al centro della politica italiana: con l'ascesa al governo della classe dirigente milanese del PSI - guidata da Bettino Craxi - al governo nazionale, poi con lo scandalo di Tangentopoli, poi ancora con l'ascesa dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, a guida di una coalizione di centrodestra. Oggi Milano è un importante centro commerciale ed industriale sia all'interno dell'Unione Europea che a livello internazionale oltre che essere il maggior polo Italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l'editoria e l'industria. È inoltre sede della Borsa valori (in Piazza Affari), gestita da Borsa Italiana S.p.A., uno dei più importanti centri finanziari d'Europa ed è un grande polo di attrazione per le sedi amministrative di decine di multinazionali[51]. È uno dei maggiori centri universitari, editoriali e televisivi d'Europa. È sede del polo fieristico con la maggior superficie espositiva d'Europa[52].

Con la giunta guidata dal sindaco Moratti[53], è iniziato il grande progetto dell'esposizione universale 2015, chiamata Io Expo, e tu?. Dopo che il Bie (Bureau International des Expositions) ha assegnato ufficialmente a Milano l'investitura di città ospitante il 31 marzo 2008, sono partiti i lavori di preparazione che porteranno alla città tre nuove linee metropolitane, numerose nuove infrastrutture e un giro d'affari che si stima attorno ai 40 miliardi di euro. Nell'ottobre del 2010, il Bie ha esaminato i programmi e i progetti adottati dalla città e li ha approvati, dando il via libera definitivo[54].

La città di Milano è presente nelle pubblicazioni del Globalization and World Cities Study Group dell'università di Loughborough, dove nel 2004 è stata classificata come incipient global city insieme ad Amsterdam, Boston, Chicago, Madrid, Mosca e Toronto[55].

Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Milano.
Stemma del Comune
Stemma del Comune

«D'argento alla croce di rosso.»

Lo stemma del Comune di Milano è costituito da uno scudo bianco o argento, a cui è sovrapposta una croce rossa; lo scudo è sormontato da una corona nera o oro. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore[56].

Nasce all'inizio del XI secolo dalla fusione dell'insegna della nobiltà, di colore rosso, con quella del popolo, di colore bianco[56].

Nel 1167, col giuramento di Pontida, si costituì tra le principali città del nord Italia la Lega Lombarda, con lo scopo di combattere l'Imperatore e conquistare l'indipendenza. La Lega adottò come simbolo l'emblema di Milano. Nel 1176, nella trionfale battaglia di Legnano, l'emblema sventolò issato sul "carroccio". Da quel momento l'emblema milanese diventò simbolo di autorità ed autonomia, e molte città del Nord Italia lo adottarono; dal 1859 la stessa Provincia di Milano lo accolse come base del proprio stemma, che poi andrà a modificarsi fino a quello attuale presente dal 1992[57].

Gonfalone del Comune
Gonfalone del Comune

Il gonfalone della città di Milano è un arazzo realizzato intorno al 1565 su disegni di Giuseppe Arcimboldi e Giuseppe Meda dai ricamatori Scipione Delfinone e Camillo Pusterla. Venne benedetto da Carlo Borromeo nel 1566 ed è custodito nel Castello sforzesco, nella Sala del Gonfalone. Esso raffigura, al centro, Sant'Ambrogio, munito di una sferza, in atto di cacciare gli Ariani. Al di sotto vi sono i simboli delle porte cittadine. Ai lati, episodi della vita del Santo.

Una copia viene custodita a Palazzo Marino, nella Sala dell'Alessi, e viene esibita nelle ricorrenze ufficiali più importanti per rappresentare la città.

Altri simboli di Milano sono:

  • La "Madonnina", una statua d'oro collocata sulla guglia più elevata del duomo (e per rispetto della tradizione che la voleva il punto più alto di Milano, sulla cima dell'edificio più alto della città), rappresentante Maria, madre di Gesù Cristo. Proprio la Madonnina è la protagonista della canzone Oh mia bela Madunina di Giovanni D'Anzi, che è di fatto considerata l'inno della città:

«...tutt el mond a l'è paes, a semm d'accòrd, ma Milan l'è on gran Milan!»

  • Un biscione (in milanese el Bisson), ritratto nell'atto di mangiare un fanciullo ignudo[58] e sovrastato da una corona d'oro[59], fu il simbolo del casato dei Visconti, signori di Milano tra XIII e XV secolo, e rimase un simbolo della città di Milano. Lo stemma è stato inserito nel logo dell'Alfa Romeo, inoltre "la bissa" è uno dei simboli dell'Inter, squadra di calcio milanese. Infine il biscione è stato ripreso dalla società Fininvest, fondata nel 1978 da Silvio Berlusconi. In questo stemma il biscione, persa la sua caratterizzazione di "cattivo", porta in bocca un fiore.
  • Un altro simbolo della città è un animale legato alla leggenda della sua fondazione. Secondo un'ipotesi etimologica, il nome di Milano proverrebbe da una certa scrofa semilanuta che il fondatore mitico della città – il celta Belloveso – avrebbe visto in sogno (ispirato dalla dea Belisama), il che lo avrebbe indotto a fondare in quel luogo la sua città (i suini erano animali propizi secondo le tradizioni celtiche). La scrofa semilanuta fu per molto tempo il simbolo di Milano. In piazza Mercanti è ancora visibile, in un capitello del Broletto un antico bassorilievo con l'immagine della scrofa, collocata sul secondo arco del palazzo della Ragione; fu ritrovato nel 1233, durante gli scavi del palazzo.
  • Meneghino, maschera legata alla città dopo avere soppiantato quella più antica e tradizionale di "Baltramm de Gaggian". Il nome viene talvolta usato, a mo' di aggettivo, come sostituto di "milanese" (si veda ad esempio la nota istituzione culturale Famiglia meneghina)[60].

La città di Milano è la prima tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale", per azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo risorgimentale (inteso dalla Casa regnante dei Savoia come il periodo compreso fra il 1848 e il 1918)[61]. Inoltre è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione; insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la Seconda guerra mondiale[62].

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria
«A ricordare le azioni eroiche compiute dalla cittadinanza milanese nelle cinque giornate del 1848. L'insurrezione popolare milanese divampò il 18 marzo 1848, alla notizia della rivoluzione a Vienna e dell'insurrezione di Venezia. Il 23 gli insorti costrinsero il maresciallo Radetzki ad abbandonare la città e a ritirarsi verso Verona. Fra gli insorti si contarono circa trecento morti.»
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Nelle epiche "Cinque Giornate", insorgendo e scacciando dalle sue mura un esercito potentemente armato, dimostrò quanto valga contro la tirannide l'impeto popolare sorretto da sete inestinguibile di giustizia, di libertà, di indipendenza. Presente con i suoi martiri ed i suoi eroi nelle congiure mazziniane e nelle battaglie del primo Risorgimento, negli anni dal 1943 al 1945, pur mutilata ed insanguinata dalle offese belliche, oppose allo spietato nemico di ogni tempo, la fierezza e lo slancio di un'implacabile lotta partigiana, nella quale fu prodiga del sangue dei suoi figli migliori, e lo travolse infine nell'insurrezione vittoriosa del 25 aprile 1945. Mirabile esempio di virtù civiche e guerriere che la Repubblica onora.»
— 18 - 22 marzo 1848 - 6 febbraio 1853 - 9 settembre 1943 - 25 aprile 1945

Monumenti e luoghi d'interesse

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Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Milano.

Gran parte del patrimonio artistico-architettonico di Milano si trova nel centro storico, che deve il suo aspetto attuale a numerosi rimaneggiamenti urbanistici effettuati tra l'unità d'Italia e il primo dopoguerra[5].

Il monumento simbolo della città è la cattedrale di Santa Maria Nascente, più conosciuta con il nome di Duomo di Milano, situata nell'omonima piazza, centro della vita economica e culturale cittadina. A breve distanza si trova il settecentesco Teatro alla Scala, uno dei teatri lirici più famosi al mondo[63]. A collegare Piazza della Scala e Piazza del Duomo è la galleria Vittorio Emanuele II, un passaggio coperto con strutture di ferro e vetro a vista in stile eclettico.

Altro monumento simbolo di Milano è il Castello Sforzesco, originariamente concepito come struttura esclusivamente militare, fu poi ridisegnato come elegante corte per i signori della città[64]. Più ad est si trovano la basilica di Sant'Ambrogio, considerata la seconda chiesa più importante della città[65], e il complesso ospitante la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Leonardesco, dichiarato patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO[66]. Altro sito di notevole interesse artistico è il Cimitero Monumentale, che ospita le tombe dei cittadini milanesi più illustri; di più moderna realizzazione si possono trovare la Stazione Centrale, costruita in uno stile che unisce la maestosità delle strutture fasciste a decorazioni in stile liberty[67], e lo stadio Giuseppe Meazza, chiamata La Scala del calcio[68].

La città inoltre è ricca di musei e gallerie d'arte; il più famoso è certamente la pinacoteca di Brera che assieme al museo Poldi Pezzoli e alla pinacoteca Ambrosiana costituisce la rete delle più famose gallerie d'arte milanesi. Un altro notevole circuito di musei è formato dalle case museo milanesi. La Triennale di Milano, sede di esposizioni di arte moderna[69] forma con il PAC le sedi espositive per l'arte moderna a Milano. A questi vanno aggiunti i musei a carattere scientifico e le decine di musei minori, come i musei del Castello Sforzesco.

Architetture religiose

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Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Milano.

Milano è ricca di antiche chiese di grande importanza, tra le quali la più celebre è certamente il Duomo, cattedrale gotica divenuta nel mondo simbolo della città. Il capoluogo lombardo ospita però molti altri edifici religiosi di grande valore storico ed artistico e tra questi in particolare sono da ricordare le quattro basiliche paleocristiane: Sant'Ambrogio, considerata da sempre il massimo esempio dell'architettura romanica lombarda[70], è certamente uno dei più antichi monumenti dell'arte cristiana, la Basilica di San Lorenzo, edificio a pianta centrale bizantino conosciuto anche per la vicinanza con le famose colonne, San Nazaro e San Simpiliciano, legate come le precedenti alla figura del vescovo Ambrogio.

Il centro storico milanese ospita inoltre la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, contenente un celebre ciclo di affreschi di autori quali Bernardino Luini e Simone Peterzano[71], la chiesa di Sant'Antonio Abate, riedificata alla fine del XVI secolo secondo i canoni della controriforma e sede di opere di Giulio Cesare Procaccini e del Cerano; la barocca chiesa di Sant'Alessandro si affaccia invece su una delle piazze meglio conservate della Milano precedente agli interventi ricostruttivi postbellici[72].

La chiesa di San Giuseppe, a poca distanza dal Teatro alla Scala, è considerata il primo edificio genuinamente barocco della città[73][74], mentre Santa Maria presso San Satiro rimane celebre per il finto coro progettato da Bramante tramite la tecnica del trompe-l'œil[75]; sono da ricordare la Chiesa di San Marco e la Basilica di Sant'Eustorgio, che ospita la cappella Portinari, considerata uno dei capolavori del rinascimento lombardo[76]. Celebre in tutto il mondo è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, inclusa con il Cenacolo Vinciano nell'elenco dei Patrimoni dell'Umanità redatto dall'UNESCO[66].

Esternamente all'area urbana sorgono due importanti complessi monastici: la Certosa di Garegnano con i suoi importanti affreschi opera di Simone Peterzano e l'Abbazia di Chiaravalle, uno dei primi esempi di gotico in Italia.[77]

Di grande rilevanza artistica è inoltre il Cimitero Monumentale con il proprio famedio, ricchissimo di sculture funerarie di varie epoche e stili.[78]

Architetture civili

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Lo stesso argomento in dettaglio: Ville e palazzi di Milano.

Il centro di Milano è ricco di palazzi, costruiti soprattutto nei secoli XVII e XVIII come dimore private delle maggiori famiglie della città; gli stili architettonici rappresentati nel centro cittadino sono moltissimi, dal neogotico, barocco ed eclettico sino al liberty e al razionalismo del dopoguerra. La storia degli edifici civili milanesi si estende però fino ai giorni nostri, comprendendo le numerose architetture moderne caratterizzanti le zone di più innovativa concezione del territorio cittadino.

Milano non ha mai avuto un centro civile adeguato alla propria importanza: tale fatto è dovuto principalmente alla mancanza di una corte all'interno della città a partire dal XVI secolo, quando venne perduta l'indipendenza. Fra i palazzi pubblici, infatti, vanno ricordati solo il medievale Palazzo della Ragione (inserito nel complesso di piazza Mercanti) e il successivo Palazzo Reale, per secoli sede rappresentativa del governo della città[79]; dopo la costruzione del Castello Sforzesco, evidentemente catalogato tra le architetture militari, Milano non diede più alla luce un edificio di concezione pubblica sino al 2010, quando fu inaugurato Palazzo Lombardia[80]. Maggiore importanza avevano le dimore private, fra le quali vanno ricordati Palazzo Marino (ora sede dell'Amministrazione Comunale), Palazzo Litta, Palazzo Belgioioso. Interi quartieri, come quello intorno a via Monte Napoleone o a Corso Venezia, sono composti di palazzi nobiliari in stile neoclassico[81].

Architetture militari

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Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Milano.

Nel corso della sua storia, Milano è stata cinta da diverse cinte murarie, l'ultima delle quali (le cosiddette "mura spagnole") fu abbattuta fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento[82].

Restano a ricordare le cinte murarie alcune delle porte urbiche, come la medievale Porta Nuova, la rinascimentale Porta Romana, la neoclassica Porta Venezia.

Ma l'architettura militare più imponente è il Castello Sforzesco[83], restaurato e trasformato a fine Ottocento in un grande complesso museale, e ornato dai giardini dell'omonima piazza e dal Parco Sempione.

Aree naturali

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Lo stesso argomento in dettaglio: Parchi di Milano.

Tre sono i parchi urbani storici della città: i Giardini Pubblici (oggi dedicati a Indro Montanelli), il Parco Sempione e il Parco Ravizza. Fino agli anni trenta del XX secolo il centro storico era ricco di giardini privati, oggi molto ridotti e sostituiti da lottizzazioni residenziali[84]. Altri parchi urbani di medie dimensioni, di realizzazione più recente, sono il Parco delle Basiliche, il Parco Don Giussani[85], il Parco Formentano[86].

Parchi di estensione maggiore si trovano fuori dall'area edificata: il Parco Lambro, il Parco Forlanini, il Parco delle Cave, il "Boscoincittà" ed il Parco di Trenno.

Per la sua particolarità, si segnala il "Monte Stella", ricavato dalle macerie degli edifici bombardati nella seconda guerra mondiale[87].

Nella zona nord del territorio comunale è posto il Parco Nord, a carattere sovracomunale[88]. Un'ampia parte del territorio, ad est, sud e ovest, è invece compresa nel Parco Agricolo Sud Milano, una vasta area a carattere naturalistico e agricolo che circonda la città dai tre lati[89]

Ad est della città, presso l'Aeroporto di Linate, nel territorio dei comuni di Segrate e Peschiera Borromeo, si trova l'Idroscalo, un vasto bacino artificiale scavato nel 1928-1930 per l'ammaraggio e il decollo degli idrovolanti, e riconvertito già nel 1934 ad area per gare e attività sportive e uso balneare pubblico. Molto frequentato nei mesi estivi, l'Idroscalo è un po' "il mare dei milanesi"[90]. Nell'arco dell'anno l'area viene ancora utilizzata per manifestazioni sportive nautiche, come canottaggio, motonautica o sci d'acqua.

Evoluzione demografica

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Al momento dell'unità d'Italia Milano era ed è tuttora il secondo comune italiano per numero di abitanti. Nel frattempo, secondo il censimento del 1931, sottrasse a Napoli il primo posto, per poi cederlo a Roma (1936). Il 31 dicembre 1973 la popolazione di Milano raggiunse il suo massimo di 1.743.427 abitanti[91]. Successivamente l'area milanese ha conosciuto un forte fenomeno di suburbanizzazione, dato dal trasferimento di molti abitanti verso i comuni dell'hinterland, a causa del costo delle abitazioni più contenuto, e di una qualità di vita ritenuta migliore. Abitanti censiti (migliaia)[92]

Etnie e minoranze straniere

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Al 1 gennaio 2009 gli stranieri residenti nel comune di Milano in totale sono 199.322[93], il 14% del totale. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo le Filippine (31.116 residenti), l'Egitto (25.846), la Cina (17.172), il Perù (15.577), l'Ecuador (12.878), lo Sri Lanka (12.344), la Romania (11.233), il Marocco (7.143) e l'Albania (5.005).

Alcune zone della città, particolarmente nelle periferie (Loreto, Villapizzone, San Siro, Isola, Lorenteggio, Lambrate, Niguarda, Baggio, Corvetto), sono a forte presenza di stranieri[94]. Particolare il caso della comunità cinese, insediata da decenni nell'area fra le vie Canonica (a ridosso dei bastioni di porta Volta) e Paolo Sarpi, interna a corso Sempione, colloquialmente nota come "Chinatown"[95].

La prima confessione religiosa a Milano è quella cattolica. La liturgia differisce da quella tipica della maggior parte del mondo cattolico in quanto Milano segue un proprio rito, chiamato rito ambrosiano e che deriva dalla tradizione che si è stratificata nella liturgia milanese. Anticamente vi erano vari riti locali, che furono via via aboliti. Il rito ambrosiano sopravvisse e si assestò nel corso dei secoli sia per l'importanza della sede milanese sia perché (nel momento di massima uniformazione della liturgia, ovvero in corrispondenza del Concilio di Trento), regnava un papa milanese (Pio IV) e perché l'anima del Concilio fu san Carlo Borromeo vescovo di Milano e nipote di Pio IV.

La seconda comunità religiosa è quella musulmana, che si ritrova in moschee come quella di Viale Jenner (vedi UCOII) e quella di Segrate (vedi Moschea di Segrate), che si trova in realtà sul territorio del comune di Milano, anche se in un suo punto estremo.

Da tempo a Milano esistono degli edifici di culto per protestanti, come la Chiesa Valdese in via Francesco Sforza[96], ortodossi, quali la chiesa rumena di via De Amicis, il tempio di via Giulini che fa capo al patriarcato di Mosca[97], la chiesa ortodossa bulgara[98], eccetera.

Milano è sede anche della seconda comunità ebraica italiana per numero di fedeli[99], almeno 7000, seconda solamente alla comunità ebraica di Roma.

Istituzioni, enti e associazioni

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Sono numerosi gli ospedali pubblici e privati presenti a Milano[100].

Qualità della vita

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Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2008 20º (- 14) 31º (- 2) 58º (+ 4)
2009 19º (+ 1) 54º (- 23) 49º (+ 9)

Acqua e aria a Milano

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L'abbondanza d'acqua a Milano ha provocato due ritardi storici di non poco conto: fu una delle ultime grandi città europee a dotarsi di un acquedotto e l'ultima di un sistema di fognatura e, più tardi, di depurazione delle acque.[101] Progettati entrambi dall'ingegner Felice Poggi (voce da fare), entrarono in funzione rispettivamente negli anni successivi al 1890 e al 1888. Per l'acqua potabile, Milano (caso abbastanza raro) si approvvigiona, con risultati quantitativi e qualitativi di ottimo livello, esclusivamente sulla propria falda e per lo smaltimento si è affidata, sino alle soglie del duemila, al deflusso nel sistema irriguo di origine medievale, praticando una sorta di "depurazione biologica ante litteram. Dal 2005[102] un sistema di tre depuratori a sud della città rilascia solo acque trattate e depurate rigorosamente entro i limiti previsti dalle norme nazionali e comunitarie. (altra voce suggerita Depurazione delle acque a Milano

Meno favorevole la situazione sulla qualità dell'aria.[103] La descrizione climatica della città ha messo in luce come spesso si creino condizioni per il ristagno atmosferico; se a ciò si aggiunge l'estensione della conurbazione, l'intensità del traffico, e per i mesi invernali la diffusione "puntiforme" degli impianti di riscaldamento domestico, si ha il quadro complessivo per cui il capoluogo ambrosiano registra per molti giorni all'anno condizioni al limite del blocco del traffico.[104] (può finire anche qui) Negli anni più recenti sono stati assunti provvedimenti indirizzati soprattutto a scoraggiare il pendolarismo dei mezzi privati (Ecopass,[105] sosta a pagamento mattutina anche in periferia)[106][107] e i non frequenti blocchi della circolazione, soprattutto festivi, imposti a un'area più estesa di quella rigorosamente cittadina.[108]

La tradizione bibliotecaria di Milano si rispecchia nelle sue tre storiche biblioteche, la veneranda Ambrosiana, la nazionale Braidense e la civica Trivulziana. L'Ambrosiana, fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo[109], fu anche la prima biblioteca in Italia ad essere stata aperta e resa fruibile al pubblico; conserva un patrimonio notevole di codici miniati e il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci[110]. La Braidense, voluta nel 1770 da Maria Teresa d'Austria[111], fu pensata per equilibrare con un vasto numero di libri a stampa la grande quantità di manoscritti dell'Ambrosiana. È tra le maggiori in Italia e il suo sistema di informatizzazione tra i più avanzati[112]. Nel 1935 nasce invece la biblioteca civica, dall'acquisto di una delle più rinomate raccolte private, quella della famiglia Trivulzio, che risale alla metà del XVIII secolo e che viene abbinata ai fondi archivistici comunali dal 1385 al 1927. Nel 1890 viene istituita la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani[113], sede principale del sistema bibliotecario di Milano che si articola in ventiquattro punti di prestito e lettura situati in altrettanti quartieri della città[114]. Ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, conserva un patrimonio librario di circa 1.200.000 volumi e un'importante raccolta di quotidiani e periodici[109][115].

Da ricordare è anche l'Archivio di Stato[116], anch'esso voluto da Maria Teresa d'Austria[117], il quale annovera tra le sue 150.000 pergamene la più antica conservata in Italia, datata 12 maggio 721, e la maggiore raccolta nazionale di documenti sugli Stati preunitari[118].

Fra le biblioteche universitarie vanno citate la Biblioteca Campus Leonardo del Politecnico di Milano, ad oggi la più importante biblioteca scientifica in Italia, e quelle dell'Università Bocconi e dell'Univesità degli Studi, particolarmente ricche ed articolate soprattutto per quanto concerne le facoltà di Giurisprudenza e Lettere, contenendo circa 500.000 volumi[109]. Particolare quella della Cattolica, con un catalogo unificato di quattro milioni di volumi in virtù delle altre sedi nazionali[119]. Di rilevante interesse sono anche le “Biblioteche settoriali”, custodi di testi e materiali attinenti ad uno specifico argomento, e che spesso si trovano in istituzioni specializzate. Fra queste ricordiamo la Biblioteca della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, quella dell'Istituto per la Scienza dell'Amministrazione Pubblica, la biblioteca dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale[120] e del Museo del Risorgimento.

Di grande interesse per la storia della musica e del teatro sono la Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi, istituita nel 1807 da Napoleone, che durante il Regno lombardo-veneto divenne l'archivio musicale dello Stato con l'obbligo di conferirvi copia di tutte le opere musicali pubblicate[121][122] e la Biblioteca teatrale “Livia Simoni”[109] annessa, con l'archivio di Casa Ricordi[123] al Museo teatrale alla Scala[124].

Da segnalare infine, per la ricca documentazione sulle vicende e i costumi milanesi anche più recenti, le biblioteche di tre circoli cittadini, ovvero l'Antica Credenza di Sant'Ambrogio, il Circolo Filologico Milanese e la Famiglia Meneghina. Per quanto riguarda le librerie, se ne contavano 201 nel 1991, salite a 216 nel 1999. La crisi economica di inizio secolo ne fece chiudere diverse decine, mentre nel 2009 sono risalite a 198 con un forte incremento degli spazi per l'esposizione dei libri[125]. L'area commerciale di Milano vende da sola il 20,1 per cento del "valore di copertina" (fatto cento quello nazionale), seguita da Roma con il 16,7[126].

Milano conta cinque Università pubbliche e 7 private. Un consorzio tra gli atenei (escluse le Accademie e il Conservatorio) ha dato luogo alla nascita di un "collegio di eccellenza" nel 2003: il Collegio di Milano.

Il primo ateneo per dimensioni e numero di studenti è l'Università degli Studi di Milano[127][128], fondata nel 1923 nella sede dell'ex Ospedale Maggiore, la Ca' Granda. Insieme al Politecnico di Milano ha definito e completato il progetto del quartiere di Città Studi: la Statale è sede di facoltà umanistiche, di medicina, di scienze sociali e dalle scienze naturali, mentre il Politecnico di Milano rappresenta il polo scientifico e tecnologico.[129] Di recente istituzione ma già ben avviata è l'Università degli Studi di Milano-Bicocca; programmata e progettata attraverso la riconversione di una grande area industriale, l'università Bicocca è stata realizzata agli inizi degli anni '90 per decongestionare il polo universitario di Città Studi oramai saturo.[130] Il progetto finale dell'Università Bicocca trasformerà l'area in una cittadella universitaria[131].

Nel 1902 nasce l'Università Commerciale Luigi Bocconi, ateneo privato ai vertici in Italia,[132] specializzato nell'insegnamento delle facoltà di scienze economiche. Chiamata comunemente "la Bocconi", l'università annovera tra le proprie fila considerevoli personalità della politica, dell'economia, del giornalismo e della televisione. Tra i grandi atenei d'Italia si deve annoverare l'università Cattolica del Sacro Cuore, considerata la maggior università privata del paese e la più grande università cattolica del mondo.[133] Con sede principale nel centro della città adiacente alla Basilica di Sant'Ambrogio, è un ateneo specializzato nelle facoltà umanistiche, economiche e di scienze sociali e naturali[134].

Da ricordare inoltre è l'Accademia di belle arti di Brera[135], specializzata nell'alta formazione artistica e musicale, così come merita menzione il Conservatorio Giuseppe Verdi[136]. Note e autorevoli sono due università private, la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, fondata nel 1968[137], e la più recente Università Vita-Salute San Raffaele una delle più prestigiose università private specializzate in campo medico, fondata da Don Luigi Maria Verzé nel 1996[137]. Altre università presenti in città sono la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale di fine '800, sita presso la Basilica di San Simpliciano, la Nuova Accademia di Belle Arti prestigioso ateneo fondato nel 1980[138], l' Accademia di belle arti europea dei media e la Fondazione Scuole Civiche di Milano di recente istituzione. Vi è inoltre un'università internazionale, la SAE International College - School of Audio Engineering.

Lo stesso argomento in dettaglio: Musei di Milano.

Milano possiede un notevole tesoro artistico ripartito in più collezioni; la città è un centro estremamente vitale di mostre ed attività culturali, con iniziative e centri d'apprendimento legati alla storia ed alla scienza.

La Pinacoteca di Brera è sicuramente la galleria d'arte più completa e celebre di Milano[139]: ospita al suo interno una collezione tra le più ricche al mondo[139], contenendo opere dei più importanti artisti del panorama italiano ed internazionale, dal quattordicesimo al ventesimo secolo[140]. Altre celebri gallerie d'arte milanesi sono la pinacoteca Ambrosiana assieme alla Biblioteca Ambrosiana, fondate nei primi anni del XVII secolo, ospitano tra le numerose opere il codice Atlantico e il Ritratto di musico di Leonardo Da Vinci, assieme al Poldi Pezzoli, la cui collezione comprende tele di Botticelli, Michelangelo e Andrea Mantegna.

La casa Bagatti Valsecchi, che ospita una collezione d'arte e di oggetti d'arredo rinascimentali tra le meglio conservate d'Europa[141], fa parte del circuito delle case museo milanesi assieme al Poldi Pezzoli, villa Necchi Campiglio e casa Boschi di Stefano[142].

Il Palazzo Reale, in sinergia con il Palazzo della Ragione e la rotonda della Besana, è la principale sede espositiva di mostre temporanee. Il castello Sforzesco è invece sede di mostre permanenti[143], come il museo d'arte antica, ospitante la Pietà Rondanini, ed una pinacote che raccoglie oltre 200 dipinti della pittura italiana dal XIII al XVIII secolo[144]. Gli spazi museali cittadini si sono arricchiti, nel 2010 del Museo del 900, nei palazzi gemelli dell'Arengario (1937) sul lato meridionale di piazza del Duomo. A progettare e realizzare la complessa ristrutturazione, l'architetto Italo Rota, che collaborò con Gae Aulenti alla realizzazione del Musée d'Horsay a Parigi[145]

Milano non ha un museo di arte contemporanea; nella promozione e nel sostegno alla produzione artistica più giovane ricoprono un ruolo fondamentale la Triennale (che ospita mostre temporanee e il Museo del Design[69]), i centri d'arte e le istituzioni senza scopo di lucro (tra i quali Careof, Viafarini, Peep-Hole, Fondazione Prada, Fondazione Trussardi) e le gallerie d'arte commerciali (tra le quali Galleria Massimo De Carlo, Galleria Blu).

Tra i musei a carattere scientifico si possono annoverare il museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, celebre tra le altre cose per la mostra permanente su Leonardo da Vinci e il sottomarino Enrico Toti, ed il museo civico di Storia Naturale, il più grande museo di storia naturale italiano e tra i più importanti musei naturalistici d'Europa[146][147].

Milano è interamente la città più cablata d'Europa con ogni appartamento potenzialmente collegabile tramite fibra ottica. Dal 1999 al 2005 si è passati da 80mila chilometri di fibra agli attuali 275mila (+275%), pari al 4,6% della fibra installata in Italia[148].

Quotidiani Periodici TV Radio
Quotidiani storici, ora chiusi
Periodici storici, ora chiusi
A copertura nazionale
A copertura regionale
Lo stesso argomento in dettaglio: Film girati a Milano.

Dal 1996 a Milano è organizzato un Festival Cinematografico, il Milano Film Festival[149], cui sono invitati lungometraggi e cortometraggi di provenienza internazionale. Il festival si tiene nel mese di settembre in varie sale e spazi aperti della città.

Milano fu, insieme a Roma e Torino, uno dei centri principali per l'introduzione della televisione in Italia[150]; nei primi anni '30 furono presentati nel capoluogo lombardo i primi esperimenti televisivi di tutto il paese, mentre nel decennio successivo cominciarono a essere distribuite trasmissioni sperimentali giornaliere. Con l'inizio della programmazione regolare nel 1954 prenderà importanza il centro di produzione RAI di Corso Sempione, mentre l’intera industria elettronica e radiotelevisiva della nazione avrà come grande centro proprio marchi milanesi quali Magneti Marelli, CGE, Allocchio-Bacchini e Mivar[150]. I primi anni della televisione italiana videro quindi Milano come il centro probabilmente più importante a livello nazionale; il suo dominio fu intaccato solo a partire dalla seconda metà degli anni settanta, con l'introduzione della televisione a colori[150]. Nonostante ciò proprio nella città meneghina si vennero a creare le tre più importanti emittenti private, Canale 5, Italia 1 e Rete 4, che permisero alla città di mantenere una figura di rilievo come centro di produzione ancora oggi presente.

Lo stesso argomento in dettaglio: Teatri di Milano.

A Milano le sale sono numerose e ogni anno vengono messi in scena circa 300 spettacoli. La città ha avuto il pregio di ospitare figure teatrali di livello internazionale: il regista Giorgio Strehler (dal quale deriva il Teatro Piccolo o Strehler), l'attore-autore Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997 ed il regista e autore teatrale Carmelo Bene.

I teatri milanesi sono sparsi per tutta la città. Brera, il quartiere notturno per eccellenza, ne ospita tre, altre sale si trovano lungo corsi trafficati o vicoli nascosti, piazze note e strade decentrate. Tra i principali sono da ricordare il Teatro alla Scala, uno dei teatri più famosi al mondo e conosciuto per essere il tempio della lirica, il Teatro degli Arcimboldi ed il Piccolo Teatro di Milano, fondato nell'immediato dopoguerra da Paolo Grassi e Giorgio Strehler.

Lo stesso argomento in dettaglio: Canzone milanese.

La tradizione operistica milanese, importata da Venezia e sempre sostenuta dalla città, è iniziata a corte ai tempi di Margherita d'Austria-Stiria, moglie di Filippo III, ed esaltata dalla presenza prima del Regio Ducal Teatro e successivamente dalla Scala,[4] pone Milano ai vertici del circuito musicale mondiale.

Nel 2007 si è svolta la prima edizione del Milano Jazzin' Festival (MJF), un evento musicale estivo dedicato al jazz, con concerti di artisti di fama internazionale[151]. La manifestazione si svolge nell'Arena Civica ed è accompagnata da altri eventi pubblici prevalentemente nella zona del Parco Sempione.

Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina milanese.

Re della cucina milanese è il risotto, giallo con lo zafferano o nelle sue numerose varianti, appena fatto o "al salto". Gianni Brera racconta[152] di una cuoca in grado di prepararne ventiquattro tipi diversi e, nella zona a nord della città c'è un piccolo ristorante che ne ha in lista ventitrè e che da ciò prende nome.

Molto varia per gli apporti delle campagne circostanti, delle tradizioni del territorio che la circonda e anche per le diverse dominazioni straniere succedutesi nei secoli, la cucina milanese oggi conserva alcuni piatti tradizionali, talvolta "rivisitati" per ridurne la carica calorica, un tempo assai robusta. È, in generale, per cotture prolungate a fiamma leggera[153].

Ricordiamo il minestrone, la busecca[154] (trippa in umido), le minestre di riso in brodo (col prezzemolo, le rape, le patate, gli spinaci, le coste, la coratella), la cassoeula (maiale e verze), ceci e tempia di maiale, i cotelett (costolette) o el fidegh (fegato) a la milanesa, gli ossi buchi, la frittura mista (cervella, animelle e rigaglie di pollo), involtini di vitello, el rostin negàa nodino di vitello rosolato e poi annegati nel vino bianco, i mondeghili (polpette) fritte o involtate nella verza, il vitell tonné, i bolliti misti e il fritto di lesso, il manz in grass de rost. I salumi della Brianza e della Bassa padana, i formaggi delle valli prealpine, e quelli cremosi o "grana" della pianura circostante. L'abbondante uso di burro panna e mascarpone in cucina non andava a genio al Foscolo che ribattezzò ironicamente Milano come "Paneropoli", da pànera, "panna, crema" in milanese[155]. Tra i dolci, oltre al panatton (panettone),[156][157] alcuni autunnali a base di castagne (busechina) e quelli della tradizione lombarda. A Milano le zone a più alta concentrazione di ristoranti restano il centro storico, Brera e i Navigli, ma raffrontando le "mappe" delle diverse guide gastronomiche, si vede come la ristorazione di buona qualità si sia diffusa sull'intero territorio cittadino (quella segnalata): il forte decentramento di uffici e università con il recupero delle vecchie aree industriali dismesse ha creato prima le premesse quantitative della "migrazione" e successivamente l'emergere della qualità. In generale, nel centro storico e a Brera si trovano i ristoranti più sofisticati ed eleganti, ai Navigli quelli più rustici o apparentemente tali, come trattorie ed osterie, anche se negli ultimi anni in questa zona la tipologia dei locali è cambiata, con l'aprirsi di esercizi alla moda. Ottimo il pesce, pur non essendo una città di mare, infatti il Mercato generale del Pesce di Milano è il più grande del Sud Europa, e vi transita ogni mattina una grandissima quantità di pescato, poi rivenduto in tutta Italia[158][159][160].

Il primo "3 Stelle" della Guida Michelin d'Italia fu il ristorante di Milano di Gualtiero Marchesi[161]; ad oggi nella città vi è una elevata concentrazione di ristoranti di eccellenza così definiti dalle guide specializzate, specializzati in cucina milanese, regionale italiana o Nouvelle cuisine.

Negli ultimi 20 anni sono stati aperti numerosi ristoranti di cucine etniche e regionali che offrono un'alternativa alla cucina italiana tradizionale. Quelli con maggior successo sono i ristoranti giapponesi, indiani, brasiliani, argentini, del Centro-Africa e del Sud Est Asiatico, oltre agli immancabili ristoranti cinesi, presenti da ormai più di 60 anni (diffusi in particolare nella zona di via Paolo Sarpi, la "Chinatown" milanese, che propongono la cucina tipica della regione dello Zhejiang, terra di nascita della maggior parte dei cinesi milanesi[162]). Oggi, in città si contano più di 60 differenti cucine estere o regionali tra i vari ristoranti presenti.

Personalità legate a Milano

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Lo stesso argomento in dettaglio: (usare il Template:Vedi categoria).

Sono numerose e varie le personalità celebri che a Milano sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito ed i suoi ruoli. Per l'elenco si rimanda alla categoria apposita.

Geografia antropica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Circonvallazioni di Milano.

Il modello di evoluzione urbanistica di Milano è per cerchi concentrici. La città romana inglobò il primitivo insediamento gallo-insubrico; le mura medievali circondarono quelle romane e, a loro volta, furono attorniate da quelle Spagnole. Il PRG del 1884, Piano Beruto, disegnò un' ulteriore circonvallazione, quella esterna, che manteneva integro il modello concentrico. Sulle radiali che si allontanano dal centro è evidente ancora oggi l'allineamento, tra le porte delle diverse epoche e "cerchie", verso le strade romane per le varie città[163].

Se le prime cinte rispondevano a criteri militari e difensive, il Piano Beruto è un mero strumento urbanistico che, però, la dice lunga su come la città. che divenne in seguito la "metropoli ambrosiana", sapeva affrontare, anticipandoli, i problemi del proprio sviluppo. Erano passati apena dieci anni dall'annessione a Milano dei Corpi Santi, i due comuni essenzialmente agricoli che circondavano a ciambella il territorio urbano e nel 1983[164] l'abitato vero e proprio, se si escludono le due strette propaggini di porta Venezia e porta Vercellina, era situato interamente all'interno delle mura spagnole, senza neppure saturarle.

Dopo l'Unità nazionale Milano aveva avuto un modesto incremento demografico: eppure si previde nel dettaglio persino il reticolo viario per una città di oltre un milione di abitanti. In una successiva pianta del 1904[165] si possono contare ancora decine di cascine, ma già il tessuto urbano, ancora vincolato dalle linee ferroviarie che lo intersecano, si è espanso secondo le direttrici previste. Nel 1925[166], la circonvallazione è completata a nord, est e sud della città, ma è ancora assente a ovest, in attesa della nuova stazione Centrale che cambierà l'assetto ferroviario attorno e dentro Milano, liberando lo sviluppo verso occidente.[167] In diversi punti l'abitato si è già espanso oltre quella linea, proprio secondo le indicazioni del PRG che spingeva al decentramento.

Diverso invece lo sviluppo dell'area metropolitana, fortemente incentrato verso Nord, Nord-Est e Nord-Ovest, avendo conservato nell'area sud (sia del comune sia dell'area metropolitana) l'antico carattere rurale[168] (dal 1990 l'area è tutelata dal Parco Agricolo Sud Milano).

Area metropolitana

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Lo stesso argomento in dettaglio: Area metropolitana e Area metropolitana di Milano.

Per le caratteristiche del territorio in cui è insediata, per le vicende storiche e politiche che ne hanno accompagnato gli oltre duemila anni di esistenza, Milano è il centro di una vasta zona, dai limiti non ben definiti, che offre molteplici caratteristiche di continuità coi centri e le città limitrofe: tale zona viene lessicalmente definita area metropolitana.

In altri paesi, simili realtà hanno determinato interventi legislativi e amministrativi che ne hanno normato le funzioni e gli ambiti territoriali, costituendo delle vere e proprie autorità di governo locale[169]. In Italia, l'iter legislativo, e addirittura il dibattito che lo informa, è incompleto e non consente ancora nè l'una nè l'altra cosa[170][171]. Questa regione conta più di 7 milioni di abitanti [172], distribuiti su una superficie di circa 12.000 km², con un'elevata densità abitativa (1.939 abitanti per km²). Milano è naturalmente ricompresa nell'elenco delle città metropolitane previste dalla legge, con limiti territoriali coincidenti con quelli della sua provincia, e ciò la colloca al secondo posto della "classifica demografica", subito dopo Roma.

Nella realtà, i limiti metropolitani milanesi sono più estesi, a cominciare da quelli che comprendono la conurbazione sviluppatasi dal dopoguerra nei quadranti nord della città e che coinvolge anche ampie porzioni della provincia di Monza e Brianza. Esistono poi affinità storico-culturali, sociali, naturalistico-ambientali ed economiche che ne costituiscono, da secoli, un sistema strettamente interconnesso, anche se articolato. Alla luce di queste considerazioni e a seconda del "valore" che si attribuisce ai singoli parametri ricordati, i "confini" si allargherebbero[172] a parte dalle provincie di Varese, Como e Lecco coinvolgendo addirittura una parte di quella di Novara. In questa direzione, almeno in parte, si è indirizzato nei suoi studi anche l'Istat. Alcuni metodi ampliano ancora di più questa regione metropolitana: usando come termini di definizione quelli utilizzati negli Stati Uniti d'America e in Francia, si otterrebbe una regione di circa 9,5 milioni di abitanti[172]. In ogni caso, gli stessi studi pongono Milano anche ai vertici delle graduatorie europee, assieme a Londra, la maggiore in assoluto, e Parigi.

La "Lista delle più grandi città europee", pubblicate da Eurostat, l'Ufficio Statistico Europeo e comprendente anche Russia e Turchia, situa Milano all'undicesimo posto. I dati di quest'ultima ricerca, come della maggior parte delle altre ricordate, oltre alla disomogeneità delle metodologie, denotano spesso una non freschezza dei dati che risalgono in gran parte al 2006: si tratta però di grandi numeri e di trend che non registrano, nei tempi in esame, modificazioni tali da mettere in discussione la validità degli impianti previsionali.

Sul piano locale, la situazione appare in stallo in attesa dell'emanazione dei provvedimenti attuativi per la riforma: la Regione Lombardia, nel programma di legislatura del 2007 non ha inserito, neppure con successiva modifica, gli adempimenti di sua competenza. Fa invece sapere, acquisendo gli studi in merito affidati alla sua agenzia del territoro[173], di non ritenere il provvedimento stesso indispensabile: la regione ha già disposto o attuato provvedimenti di carattere metropolitano promuovendo o usando[174] organismi di scopo, collaborandovi se già esistenti, dimensionati non su una delimitazione standard ma sul bacino di intervento specifico. Ritiene perciò superflua la sovrapposizione di un nuovo ente territoriale. Di parere completamente opposto la provincia che tenderebbe a trasformare se stessa in Comune metropolitano.

Milano in futuro

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Lo stesso argomento in dettaglio: Grattacieli di Milano.

Dal primo decennio degli anni duemila la città sta vivendo un profondo rinnovamento dal punto di vista architettonico e urbano, con la realizzazione di numerosi progetti che puntano da un lato a riqualificare intere zone e grandi quartieri, e dall'altro a proiettare la sua immagine in Europa e nel mondo (nuova Fiera di Milano, Teatro alla Scala, fiera urbana e Progetto CityLife che comprende tre grattacieli, di 220, 190 e 170 metri, Biblioteca Europea, quartiere Santa Giulia, Garibaldi-Repubblica e Città della Moda), grazie anche ad importanti concorsi internazionali cui hanno partecipato architetti quali Renzo Piano, Norman Foster, Cesar Pelli, Massimiliano Fuksas, Arata Isozaki, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Ieoh Ming Pei.

Tutti questi progetti modificheranno e ridisegneranno nel corso di alcuni anni il profilo all'orizzonte della metropoli milanese, che non sarà più esclusivamente marcato dalle guglie del duomo, della Torre Velasca e dal Pirellone, ma anche da nuovi e più alti grattacieli.

Lunedì 31 marzo 2008 a Parigi le viene assegnata l'organizzazione dell'Expo 2015 dai delegati del BIE. Nella votazione finale batte l'altra città candidata, la turca Smirne, per 86 voti a 65, dopo che in una prima votazione guastata da problemi tecnici sembrava aver prevalso Smirne.

Alcuni progetti in cantiere

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  • Progetto Porta Nuova - Area di 340.000 m² (con annesso parco di 90.000 m²[175]), comprende i quartieri di Garibaldi-Repubblica, Varesine e Isola. Fine lavori: 2013[176].
  • Citylife - Previsti in zona ex Fiera tre grattacieli fino a 220 m, un parco di 160.000 m²[177] e residenze progettate dagli architetti autori delle stesse torri. Gara vinta dalla Cordata City Life con 523 milioni di euro[178].
  • Area Portello - Nell'area occupata precedentemente dagli stabilimenti dell'Alfa Romeo[179] è in atto un importante progetto di riqualificazione che si allaccerà alla zona Fiera, con una vasta area residenziale, un parco di 80.000 m², una piazza posta di fronte all'edificio di FieraMilanoCity; importante dal punto di vista viabilistico la creazione del tunnel Gattamelata-De Gasperi[180].
  • Milanofiori 2000 - Articolato nelle zone nord e sud, porterà alla creazione di due ampi lotti ad uso terziario e residenziale, che seguiranno l'asse dell'A7; sarà raggiungibile anche tramite la linea M2[181].
  • Nuova Bovisa - In quest'area si sta completando il nuovo polo universitario del Politecnico di Milano, con aree commerciali e laboratori di ricerca. Il masterplan è stato realizzato da Rem Koolhaas[182].
  • Scalo Farini - 600.000 m² dismessi dalle Ferrovie dello Stato, per il più grande parco all'interno della città, 330.000 m²[183][184].
  • Cittadella della giustizia - Progetto che sorgerà accanto al nuovo quartiere di Santa Giulia, comprenderà un'area in cui troveranno posto il nuovo tribunale e gli uffici giudiziari (175.000 m²), il nuovo carcere (220.000 m²), aree per funzioni urbane (60.000 m²) ed anche aree verdi, pedonali e servizi (655.000 m²)[185].
  • P.R.U. Rubattino - Riqualificazione area ex Innocenti-Maserati, con mix di edifici residenziali e commerciali; sarà presente inoltre un parco attraversato dal fiume Lambro[186].
  • Ex Manifattura Tabacchi - Il progetto prevede la creazione di un Centro sperimentale di cinematografia per la fiction e la pubblicità, le Scuole civiche del cinema e un polo cine-audio-visuale della Regione[187]. La convenzione siglata prevede inoltre la progettazione e la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria quali sistemazione a verde, parcheggi pubblici e percorsi pedonali. Oltre 54.000 m2 sono destinati a funzioni private (residenze, negozi e alberghi) e oltre 29.000 a funzioni pubbliche.

Suddivisioni amministrative

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Lo stesso argomento in dettaglio: Zone di Milano.
La divisione di Milano in Zone
La divisione di Milano in Zone

La città è suddivisa in 9 zone di decentramento[188]. Non esiste una suddivisione ufficiale in quartieri.

Fino al 1999 la città era suddivisa in 20 zone, ovviamente di dimensioni minori.

Nel territorio comunale non esistono località con lo status amministrativo di frazione. Vi sono tuttavia alcuni piccoli centri facenti parte dell'antico comune dei Corpi Santi che mantengono la propria fisionomia rurale.

Lo stesso argomento in dettaglio: Economia di Milano.

Durante la sua storia, Milano ha spesso anticipato le linee di tendenza dell'economia della Penisola: una robusta agricoltura e un diffuso artigianato con scambi commerciali intensi fin dal medioevo e nel rinascimento, sfruttamento delle risorse idriche e sviluppo delle comunicazioni nel periodo protoindustriale e diffusione spinta delle attività manifatturiere, anche le più pesanti, durante l'industrializzazione, con una particolare attenzione, però, alle attività bancarie e finanziarie. Dalla seconda metà del secolo scorso ha anticipato il processo di terziarizzazione dell'economia nazionale, puntando sul prevalere sempre più marcato di un terziario avanzato in diverse direzioni, dalle tradizionali alle innovative: finanza, commerci nazionali ed internazionali, direzioni aziendali, editoria, design industriale, pubblicità, intrattenimento, informatica, attività universitarie, società di marketing e media televisivi. Milano è il principale centro finanziario del Paese e sede della Borsa valori italiana (in Piazza Affari) ed è riconosciuta come uno dei più importanti poli economici d'Italia e d'Europa e vanta il reddito pro-capite più alto del Paese.[189].

Moda e design

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Dagli anni ottanta Milano è divenuta famosa come "Città della Moda" e oggi, insieme a Parigi, ne è una delle capitali mondiali [190].
Qui ha sede la Camera Nazionale della Moda Italiana, ente no-profit che si occupa di gestire e coordinare le principali attività del settore, e contribuisce alla formazione e allo sviluppo dei giovani stilisti emergenti. Nel cosiddetto Quadrilatero della moda, una zona del centro di Milano accanto a via Monte Napoleone (spesso ripresa in diversi film), si concentrano numerosissimi negozi e atelier delle griffe più prestigiose della moda.

Milano è, insieme a Torino, al vertice nel design industriale[5]; tutti gli anni si realizza la fiera mobile, ossia la settimana del design. La fiera prende il nome di: Il Salone Internazionale del Mobile. Oltre alla moda, Milano è anche riconosciuta come capitale del design. Oltre alle fiere d'eccellenza che ospita ogni anno, sono infatti numerose le aziende della zona che esportano nel mondo il Design Italiano. In città è presente il Museo del Design, e nelle vie del centro sono diversi gli show room che espongono oggetti inconfondibili e di prestigio.

Infrastrutture e trasporti

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Milano è un importantissimo nodo stradale ed autostradale, punto di congiunzione della grande trasversale padana est-ovest (la A4, Torino - Trieste) con la dorsale nord-sud (la A1, per Bologna, Roma e Napoli). Altre arterie autostradali che raggiungono la città sono la A7, per Genova, e le autostrade dei Laghi, A8 e A9.

Le autostrade sono collegate fra loro dal sistema delle tre tangenziali, la Ovest (A50), la Est (A51) e la Nord (A52), con una lunghezza complessiva di 74,4 km. Sommando alle tre tangenziali il tratto urbano dell'autostrada A4, si ottiene un sistema di autostrade urbane di oltre 100 km di lunghezza, che circonda totalmente la città.

Milano è raggiunta da numerose strade statali, che spesso assumono, nelle tratte di penetrazione urbana, caratteristiche di superstrada. Fra le più importanti, la Nuova Valassina (SS 36), la Milano - Meda (SS 35), la Nuova Paullese (SS 415) e la Nuova Vigevanese (SS 494).

Altre strade statali sono la via Emilia (SS 9), la Padana Superiore (SS 11), la Strada del Sempione (SS 33), la Varesina (SS 233), la Valtidone (SS 412).

Le arterie stradali e autostradali sono spesso congestionate, a causa degli alti tassi di pendolarismo e di motorizzazione privata dell'area milanese. Sono così in progetto tre nuove autostrade: la Tangenziale Est Esterna, la "BreBeMi" e la Pedemontana, oltre ad interventi di potenziamento e velocizzazione delle statali. A lungo termine è prevista la costruzione di una Tangenziale Ovest Esterna, così da creare un anello completo, più esterno rispetto alle attuali tangenziali.

Milano è un importante nodo per il traffico ferroviario passeggeri e merci.
La città è raggiunta da alcune delle principali linee ferroviarie d'Italia: la Milano – Torino, la Milano – Venezia, la Milano – Genova e la Milano – Bologna; costituisce il punto di partenza delle due linee alpine del Sempione e del Gottardo; è destinazione di un intenso traffico vicinale di tipo pendolare.
Milano è anche servita da due linee ad alta velocità, la Milano – Torino e la Milano – Bologna.

La stazione Centrale è la principale della città e, con un traffico giornaliero di 320.000 passeggeri[191], la seconda in Italia dopo Roma Termini; Milano Centrale è capolinea dei treni a lunga percorrenza e di alcuni servizi regionali. Progettata da Ulisse Stacchini a partire dal 1911, a causa della prima guerra mondiale e della successiva crisi economica, i lavori di costruzione iniziarono solo nel 1924 e furono terminati nel 1931. È un imponente e scenografico edificio in stile liberty con tendenze deco, ricco di fregi, statue e decorazioni, realizzate con pietre e marmi nobili nelle parti più basse e negli interni e con materiali da costruzione, cemento e gesso in quelle più distanti dalla vista immediata.[192] È stata oggetto di un radicale restyling negli anni tra il 2005 e il 2010 con risultati molto controversi[193][194][195].

Altre importanti stazioni cittadine sono Porta Garibaldi, Lambrate e Rogoredo, dedicate soprattutto al trasporto regionale. Milano è centro della rete delle Ferrovie Nord Milano, a carattere regionale, che hanno capolinea alla stazione di piazzale Cadorna.
La città è servita da un servizio ferroviario suburbano ("linee S"), che garantisce collegamenti frequenti in un'area di circa 40 km di raggio; fulcro del servizio è il passante ferroviario, una galleria di 9 km che attraversa la città da nord-ovest a sud-est, offrendo numerosi punti d'interscambio con la metropolitana ed i trasporti urbani.

Punto di scambio fra i servizi suburbani e quelli regionali sono le "stazioni porta" di Rogoredo, Rho Fiera e Pioltello-Limito.

Nei dintorni di Milano vi sono tre aeroporti (MIL) dedicati al normale traffico civile (Malpensa e Linate, gestiti dalla SEA, Orio al Serio dalla SACBO); inoltre, ormai inglobato entro l'area urbana della periferia nord, vi è il piccolo aeroporto turistico di Bresso[196].

Complessivamente l'aeroporto milanese, quello varesino e quello bergamasco gestiscono ogni anno un traffico di circa 30 milioni di passeggeri e di circa 600 mila tonnellate di merci trattate, rappresentano il sistema aeroportuale più importante d'Italia (nell'Area Metropolitana milanese si concentra la maggior parte del traffico aereo italiano)[197].

  • Il maggiore è l'Aeroporto "Città di Milano" di Milano-Malpensa (MXP), situato in provincia di Varese, al confine col Piemonte, ed immerso nel Parco del Ticino. L'Aeroporto è HUB per Lufthansa Italia, compagnia che ha qui la sua sede. Dista 45 km da Milano (centro). È collegato direttamente al centro città tramite la navetta ferroviaria Malpensa Express (34-40 minuti di tragitto), che parte dalla stazione di Milano Cadorna, e con diverse linee di bus[198].
  • Il più vicino è l'Aeroporto "Enrico Forlanini" di Linate (LIN), ospita esclusivamente il traffico nazionale, europeo e low-cost, si trova nella zona est della città, alla quale è collegato dalle linee ATM 73 e X73 (da Piazza San Babila)[199].
  • L'aeroporto "Antonio Locatelli", Aeroporto di Milano-Orio al Serio (BGY), situato in provincia di Bergamo, quarto in Italia per numero di passeggeri a partire dagli ultimi mesi del 2009, si trova nel comune di Orio al Serio, (BG), a 5 km di distanza da Bergamo e 45 da Milano (centro). È il terzo scalo aereo per affluenza all'interno del sistema aeroportuale milanese-lombardo[200] e la capitale italiana dei voli low cost.
  • A Bresso, immediatamente a nord della città, è situato, tra il Parco Nord e l'abitato, l'aeroporto turistico, abilitato ai soli aerei a elica: vi operano tra i molti privati l'Aero Club Milano[201] con la sua scuola di volo e un centro privato per la formazione di elicotteristi. Fino al termine della seconda guerra mondiale era il campo collaudi della Breda aeronautica di cui, per il decentramento bellico, ospitò alcuni reparti; poi, fino all'inizio degli anni sessanta, fu sede del III R.A.L (Raggruppamento Aviazione Leggera dell'Esercito), trasferito a Viterbo alcuni anni dopo la riforma del corpo del 1957.[202]

Mobilità urbana

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Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti a Milano.

Il trasporto pubblico urbano è gestito dall'Azienda Trasporti Milanesi, e serve capillarmente la città e buona parte della provincia. La rete poggia su tre linee di metropolitana (più una in costruzione), sul sopracitato passante ferroviario, 17 linee tramviarie urbane e 2 interurbane (Desio e Limbiate), 4 linee filoviarie, di cui 2 di circonvallazione e numerose linee automobilistiche. Inoltre esiste un people mover che collega la stazione di Cascina Gobba con l'Ospedale San Raffaele.

Particolare rilievo storico riveste nella città il tram: a fianco dei più moderni Ansaldobreda Sirio ed Eurotram convivono vetture più datate che hanno fatto la storia della rete tramviaria di Milano. Tra queste vanno ricordati i "Jumbotram" a tre casse serie 4800 e serie 4900, le "Bicasse" serie 4600/4700 e soprattutto le Ventotto (o Carrelli), vetture tramviarie prodotte fra il 1928 e il 1930: in servizio ininterrottamente per oltre ottant'anni sono ormai diventate un simbolo per Milano[203][204]. Dal 1893 al 1917[205] i tram di Milano mantennero livree dai colori particolarmente vivi, rosso ciliegia e nero o giallo canarino e nero; divennero giallo-crema con finiture nere dopo la municipalizzazione e lo restarono fino al 1928, quando una disposizione ministeriale rese obbligatori i due toni di verde (scuro in basso, chiaro nelle parti superiori) per tutti i mezzi pubblici nazionali. Dal 1970 divennero color arancio-ministeriale e oggi riecheggiano, nelle loro livree, tutte le tinte del passato quando non si vestono di "abiti" pubblicitari. Sono ancora in servizio tram storici a carrello fisso per la manutenzione dei binari o per il traino, ma soprattutto a fini turistico-ricreativo, mentre diverse vetture della serie "1928", alcune delle quali riportate agli allestimenti originali,[206] sono impiegate per attività promozionali (scuola-in-tram, tram-turistici, tram-ristoranti e bar, per noleggio a privati, feste, conventions, eccetera).

Le piste ciclabili hanno uno sviluppo relativamente modesto[207], mentre la città è prima in Italia e quinta in Europa per il servizio di bike sharing con duecento stazioni e 3650 biciclette a disposizione degli utenti a fine 2010.

I taxi della città di Milano (di colore bianco, con possibili aggiunte pubblicitarie) sono cinquemila, ma la Regione ha regolamentato una zona composta da 37 comuni, in pratica il bacino dei tre aeroporti, nel quale le autopubbliche prestano servizio senza limiti territoriali, con le stesse tariffe e il medesimo regolamento.

Amministrazione

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Template:ComuniAmministrazione La maggioranza (centro-destra) in Consiglio comunale è composta dai gruppi: Il Popolo della Libertà, UDC, Lega Nord, Lista Moratti.

L'opposizione (centro-sinistra) è invece composta dai gruppi: Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Lista Ferrante, Uniti con Dario Fo.

Delle nove zone in cui è diviso il Comune di Milano, otto sono governate dal centro-destra (1-8) e una dal centro-sinistra (9).

Amministrazioni precedenti

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Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Milano.

Ambasciate e consolati

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Milano, dopo New York, è la città non capitale che possiede il maggior numero di consolati e sedi diplomatiche[208].

Milano è gemellata con 15 città del mondo[209]:

Altre informazioni amministrative

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Lo stesso argomento in dettaglio: Elenco dei comuni inglobati a Milano.
  • Al momento della sua fondazione Milano probabilmente aveva un'estensione di 12 ettari, diventati 80 ettari (0,8 km²) nel periodo di maggiore splendore in epoca gallica[210].
  • In epoca Romana la città aveva una popolazione di 50.000 abitanti circa e si estendeva per 1,33 km²[211]. Il perimetro massimo delle mura di Massimiano era di 4,5 km circa[212].
  • Nel periodo longobardo la città superò i 200 ettari (2 km²)[213].
  • Per tutto il Medioevo, la città era racchiusa entro la Cerchia dei Navigli (dove si ergevano le antiche mura del 1156). Per secoli (XI-XVI), Milano ebbe una un'estensione di 2,97 km². All'epoca il circondario della città era di 8,32 km²[214].
  • Dal 1560 al 1873 il comune di Milano coincideva con l'area interna alla Cerchia dei Bastioni (l'area delle mura spagnole; l'attuale Zona 1). Il comune aveva così una superficie di 9,67 km².
  • Con l'annessione del Comune dei Corpi Santi nel 1873, Milano aumentò di 66,35 km², raggiungendo così l'estensione di 76,02 km²[215].
  • Con i comuni annessi tra il 1918 ed il 1923, Milano aumentò di altri 105,75 km², raggiungendo così la superficie attuale di 183,77 km²[215].
Lo stesso argomento in dettaglio: Sport a Milano.

Milano ha alle sue spalle una forte tradizione sportiva, che si esprime in differenti discipline nelle quali i club meneghini hanno saputo conquistare numerose vittorie; tutto ciò pone la città al vertice tra le grandi europee oltre che nazionali.

  1. ^ Dato Istat al 31/05/2010, su demo.istat.it. URL consultato il 19 ottobre 2010.
  2. ^ (EN) Competitive Cities in the Global Economy (PDF), su 213.253.134.43, OECD, 2006, p. 47. URL consultato il 17 giugno 2010.
  3. ^ Gualdoni, 10.
  4. ^ a b Milano, dal Teatro Ducale alla Scala
  5. ^ a b c Gualdoni, 9. Errore nelle note: Tag <ref> non valido; il nome "gualdoni" è stato definito più volte con contenuti diversi
  6. ^ Architettura tra le nuvole, su comune.milano.it. URL consultato il 24 settembre 2010.
  7. ^ Cenni sull'idrografia dell'area milanese, su storiadimilano.it. URL consultato il 5 luglio 2010.
  8. ^ "Atlante dell'Eidipsometria di Milano" Carlo Villani, 1883
  9. ^ Regolamento del decentramento territoriale, su comune.milano.it. URL consultato il 7 novembre 2010.
  10. ^ descrivere
  11. ^ 370 chilometri complessivamente ( Salute e sviluppo sostenibile nel comune di Milano (PPT), su mi.camcom.it, p. 17. URL consultato il 7 novembre 2010.)
  12. ^ La Cascina Gobba, su lagobba.it. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  13. ^ Parco Agricolo Ticinello, su comune.milano.it. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  14. ^ Università degli Studi di Genova - Dipartimento di Fisica, Atlante Eolico dell'Italia (PDF), in Ricerca di sistema per il settore elettrico - Progetto ENERIN. URL consultato il 15 maggio 2008.
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  19. ^ La conquista avverrà nel 43 d.C. a opera dell'imperatore Claudio.
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  22. ^ Paolo Diacono, LibroII
  23. ^ Per il periodo longobardo, notizie tratte da Paolo Diacono nella traduzione di Massimo Felisatti, Rizzoli, Milano del 1967
  24. ^ Francesco Sforza aveva sposato nel 1441 Bianca Maria Visconti, figlia naturale legittimata di Filippo Maria Visconti.
  25. ^ Un suo antenato, Luigi di Turenna, aveva sposato nel 1389 Valentina, figlia del primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti.
  26. ^ Prenderà possesso della carica nel 1566, dopo aver giurato fedeltà nelle mani dello zio, Federico I d'Asburgo, imperatore dopo l'abdicazione di Carlo V.
  27. ^ Si tratta delle Nuove Costituzioni, cui avevano messo mano Ludovico e Francesco II Sforza.
  28. ^ Che sarà completato nel 1560.
  29. ^ Università degli studi di Pavia, Lo stato di Milano nella dominazione spagnola, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 9 novembre 2010.
  30. ^ Furono fatti costruire dal governatore Ferrante I Gonzaga nel 1549, furono completati in soli undici anni e il loro disegno continuò l'espansione monocentrica della città.
  31. ^ Entrambi di Francesco Maria Richini (1584-1658). Il collegio Elvetico è l'attuale sede dell'Archivio di Stato.
  32. ^ Si veda la voce sul Naviglio Grande.
  33. ^ Nel 1848 si svolse a Milano uno dei più significativi eventi del Risorgimento italiano, le Cinque giornate
  34. ^ Bruno Migliorini, Parole d'autore: (onomaturgia), Firenze, Sansoni, 1975, p. 6.
  35. ^ Rosa, 1982
  36. ^ Pavoni, 2000
  37. ^ Questo epiteto oggi è in disuso o utilizzato per lo più a scopo ironico; in particolare, gli accenni alla "moralità" sono particolarmente bersagliati dall'ironia in seguito ad alcuni scandali, come quello della Duomo connection o quello di Tangentopoli. Si veda ad esempio Colaprico, 1991 Ma già alla fine dell'Ottocento l'epiteto era contestato, ad esempio in Barilli, 1888
  38. ^ Energia a Milano, Milano, Aem, 1986.
  39. ^ A Londra ne era stata inaugurata una l'anno prima, per illuminare l'Holborn Viaduct, ma era priva di rete di distribuzione.
  40. ^ Acquistata a Parigi, dall'ingegner Giuseppe Colombo, all'Esposizione industriale dov'era stata portata da Thomas A. Edison a scopo dimostrativo, mentre ne costruiva una operativa a New York.
  41. ^ Expo 1906, su expo1906.it. URL consultato il 21 novembre 2010.
  42. ^ Fu eletto ripetutamente al parlamento proprio nel collegio di Milano
  43. ^ http://www.ilsocialista.com/interno.php?link=storie_interno&id_storie=84&indice=
  44. ^ Milano, 1866-1936, medico. Fu estromesso dalla carica "per motivi di ordine pubblico" il 2 agosto 1922. Da "Le vie di Milano", Hoepli, Milano 2004
  45. ^ Divenne PNF a Roma, nel novembre 1921 al congresso che sancì la fusione con il Partito nazionalista italiano
  46. ^ Roberto Roggero, "Oneri e onori. Le verità militari e politiche della Guerra di Liberazione". Al testo citato fanno capo i dati riportati qui e nel capoverso successivo|http://books.google.it/books?id=BIVzVZoh8moC&pg=PA146&lpg=PA146&dq=bombardamenti+su+milano&source=bl&ots=j_w_0D_SYk&sig=aV0JqI9lWUI3RDT5djHQVBWJfiA&hl=it&ei=hRm2TMKdO86ZOp2qoOIJ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBcQ6AEwADge
  47. ^ Come disse un pilota inglese in fase di ricognizione dopo uno dei bombardamenti della città: «L'Italia non brucia» Sotto le bombe, [[Correva l'anno]]. Documentario audiovisivo trasmesso da [[Rai 3]] l' 08-09-2009, su correvalanno.rai.it, rai.it. URL consultato il 17 giugno 2010. Wikilink compreso nell'URL del titolo (aiuto)
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  58. ^ Una tradizione risalente a Galvano Fiamma (XIV secolo), vuole che tale stemma provenga dall'immagine raffigurata sull'elmo e sullo scudo di un saracino abbattuto da un Ottone Visconti durante la prima crociata. Si tratta però di un racconto inverosimile, al pari delle altre notizie di questo storico sulla partecipazione lombarda alla prima crociata (Giancarlo Andenna, Deus non voluit: i Lombardi alla prima crociata (1100-1101). Dal mito alla ricostruzione della realtà. Atti del Convegno Milano, 11-11 dicembre 1999, Milano, Vita e Pensiero, 2003, ISBN 88-343-0799-2, in partic. pp. 233-234). Un altro mito attribuisce l'origine del simbolo ad un analogo scontro tra Eriprando Visconti e un cavaliere tedesco nel 1034. La prima attestazione sicura del simbolo è il 1226, quando venne raffigurato sul pastorale, "ornato con vipere d'avorio", di Ardengo Visconti, abate del monastero di Sant'Ambrogio (Romussi 1927, vol. II, p. 245). Un'altra storia, inverosimile per anacronismo, è riferita dal Petrarca: il simbolo sarebbe stato adottato da Azzone Visconti, cui una vipera sarebbe entrata nell'elmo mentre riposava, ma ne sarebbe uscita, all'atto dell'indossarlo, a fauci spalancate, senza però morderlo. Andenna (cit.) ritiene verosimile l'origine da simboli vescovili raffiguranti un mostro marino che inghiotte Giona, simbolo della resurrezione.
  59. ^ L'aggiunta della corona d'oro venne concessa nel 1336 a Bruzio Visconti dai duchi d'Austria (Romussi, loc. cit.).
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  79. ^ In molte fasi storiche, la sede del potere politico era invece il Castello Sforzesco, difeso da imponenti bastioni e fortemente separato dalla città.
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  81. ^ Così viene descritta l'edilizia civile di Milano nel 1844: ”Le case sono coperte piuttosto pesantemente di tegole, e a molte sovrastano un'altana o un belvedere e terrazzi a giardino. Non poche son munite di parafulmini. Nell'interno hanno bei cortili, resi eleganti e comodi dalle colonne del nostro granito, delle quali si pretese contare ben 39.000 nella città.” Fonte: Milano e il suo territorio (1844) tomo. II - coi tipi di Luigi di Giacomo Pirola - Milano pag. 304
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  85. ^ Più noto come Parco Solari.
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  88. ^ Interessa anche i comuni di Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.
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  203. ^ Gli storici tram di Milano... a San Francisco, su virtualcar.it, 11 ottobre 2007. URL consultato il 12 ottobre 2010.
  204. ^ La più antica vettura tranviaria di Milano, antecedente il 1918 si trova al Museo delle comunicazioni di Cormano|http://www.museodellecomunicazioni.org/pdf/LA%20MOTRICE%20TRANVIARIA%20TIP.pdf
  205. ^ Gestione privata Edison
  206. ^ Tram e tramvie a Milano, ATM
  207. ^ Piste ciclabili di Milano, su comune.milano.it. URL consultato il 23 novembre 2010.
  208. ^ Città virtuose: Milano dei record, su blog.panorama.it. URL consultato il 24 settembre 2010.
  209. ^ Comune di Milano - Città Gemellate, su comune.milano.it. URL consultato il 25 giugno 2010.
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  211. ^ L'urbanizzazione dell'Impero, su problemistics.org. URL consultato il 25 giugno 2010.
  212. ^ Cavallazzi-Falchi, 12.
  213. ^ Fonte: Pag 184 del libro Forme di potere e struttura sociale in Italia nel Medioevo , Di Gabriella Rossetti Pepe, Il Mulino, 1977.
  214. ^ Fonte: Pag 23 del libro Cultura e partecipazione sociale nella città in trasformazione, di Umberto Mclotti, Ed. La Culturale, 1966.
  215. ^ a b De Finetti et al., 353.
Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Milano.

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