Tzangion

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Lo tzangion, plurale tzangia (greco antico: τζαγγίον; IFA: [tsaŋˈgion]), è un tipo di sandalo o stivale, considerato uno dei segni principali della regalità imperiale bizantina. Il termine deriva dal greco "τσαγκάρης/τζαγγάριος" (tsangaris/tzangarios), ovvero "calzolaio", mentre gli artigiani incaricati di produrre i sandali imperiali prendevano il nome di "tzangas" (in greco antico: τζαγγάς)[1][2].

Inizialmente, lo tzangion era un tipo di scarpa elegante ma comune, fin quando, durante il VI secolo, iniziò a essere considerato parte delle regalie imperiali, probabilmente a causa dell'influsso culturale della Persia[1][2].

La prima descrizione dell'uso di tzangion come simbolo di regalità sono le cronache relative all'incoronazione di Tzath I a re di Lazica intorno al 522, durante il regno dell'imperatore Giustino I: Tzath venne descritto come vestito alla maniera romana, ma calzava tzangia color porpora decorati con perle "com'è modo dei persiani", piuttosto che i tradizionali coturni romani[1][2].

Nel IX secolo, i tzangia color porpora erano ormai definitivamente considerati parte delle insegne imperiali bizantine e il loro uso era riservato a chi deteneva la maestà imperiale, tanto che ribelli e aspiranti al trono gli indossavano come segno della loro rivendicazione[1][2].

A metà del XV secolo, i tzangia avevano assunto la forma di stivali alti piuttosto che di sandali, decorati con aquile romane, perle e pietre preziose[1][2].

Il loro uso decadde insieme all'Impero bizantino nel 1453, quando il sultano ottomano Mehmed II conquistò Costantinopoli[1][2].

  1. ^ a b c d e f Tzangion, in The Oxford dictionary of Byzantium, Oxford Univ. Pr, 1991, p. 2135, ISBN 978-0-19-504652-6.
  2. ^ a b c d e f (EN) Matthew CanepaMatthew Canepa, tzangia, Oxford University Press, 22 marzo 2018, DOI:10.1093/acref/9780198662778.001.0001/acref-9780198662778-e-4891, ISBN 978-0-19-866277-8. URL consultato il 14 settembre 2023.