Sinobaatar

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Sinobaatar
Nel riquadro è visibile la mandibola di Sinobaatar lingyuanensis, ultimo pasto di un Sinosauropteryx prima
Stato di conservazione
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa Bilateria
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseTetrapoda
(clade)Mammaliaformes
Classe?Mammalia
SuperordineAllotheria
OrdineMultituberculata
SottordinePlagiaulacida
FamigliaEobaataridae
Genere'Sinobaatar'
Nomenclatura binomiale
Sinobaatar
Hu & Wang, 2002
Specie
Sinobaatar lingyuanensis

Hu & Wang, 2002
Sinobaatar xiei
Kusuhashi et al, 2009
Sinobaatar fuxinensis
Kusuhashi et al, 2009

Sinobaatar è un genere di mammiferi estinti appartenenti all'ordine dei Multituberculata, famiglia Eobaataridae. I resti fossili provengono dal Cretaceo inferiore della Cina. Questi erbivori vissero durante l'era Mesozoica, conosciuta anche come "l'era dei dinosauri". Furono tra i rappresentanti più evoluti del sottordine informale dei "Plagiaulacida".

Distribuzione

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Cretaceo inferiore della Cina nordorientale, Provincia di Liaoning (Formazioni Yixian, Shahai e Fuxin).

Sinobaatar lingyuanensis

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«Il cranio apparentemente non presenta il processo postorbitale. I1, I2, e l'incisivo inferiore relativamente piccoli, con l'incisivo inferiore completamente ricoperto di smalto. M1 con un margine posteriore arrotondato ed una formula delle cuspidi 3:4:Ri; M2 relativamente grande in confronto a MI, con un margine anteriore a forma di Sigma (Σ) e una formula dei cuspidi Ri:2:4. Il p4 è simile a quello di Eobaatar, ma relativamente più lungo rispetto all'altezza, con 10 dentellature crestate ed una cuspide basale meno prominente e posta inferiormente. È tra gli Eobaataridae il meglio conservato, rappresentato da un teschio fornito di dentatura e parte dello scheletro postcraniale (descritto solo preliminarmente)[1]

Formula dentaria
Arcata superiore
2 5 ? 3 3 ? 5 2
2 3 0 1 1 0 3 2
Arcata inferiore
S. lingyuanensis
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Sinobaatar xiei

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Sinobaatar xiei è caratterizzato da un m1 con formula dei cuspidi 3:2 (labiale:linguale), P4 con formula 2:4, un P5 a forma di lama con tre cuspidi disposti anteroposteriormente, M1 con formula 4:4, e M2 con formula 3:4. I denti da P1 a P3 di S. xiei mancano di un "cingulum" (la cresta di smalto sulla corona dentale) posteriore. S. xiei possedeva la stessa taglia degli altri eobaataridi.

Sinobaatar fuxinensis

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Sinobaatar fuxinensis possiede un "cingulum" posteriore dei denti da P1 a P3 più distinto, e il suo M2 ha una formula dei cuspidi 3:3. S. fuxinensis è visibilmente più grande di S. xiei. Un campione di S. fuxinensis indica che il ricambio dei denti negli eobaataridi avveniva nella tipica sequenza all'indietro vista nei multitubercolati del Cretaceo superiore e del Terziario.

Il nome "Sinobaatar" (dal latino "Sinus" = Cina e dal Mongolo "baatar"= eroe) letteralmente significa "eroe cinese".

Raffigurazione dello scheletro di Sinobaatar

Sottoclasse †Allotheria Marsh, 1880

  1. ^ Le maiuscole indicano denti superiori, mentre le minuscole quelli inferiori:
    P= premolari
    M= molari
    C= canini
    I= incisivi
  • Kusuhashi, Hu, Wang, Setoguchi & Matsuoka (2009): Two eobaatarid (Multituberculata; Mammalia) genera from the Lower Cretaceous Shahai and Fuxin Formations, Northeastern China. Journal of Vertebrate Paleontology 29(4): 1264-1288.
  • Hu & Wang (2002): Sinobaatar gen. nov.: First multituberculate from the Jehol Biota of Liaoning, Northeast China. Chinese Science Bulletin 47(11): 933-938.
  • Kielan-Jaworowska, Hurum, Phylogeny and Systematics of multituberculate mammals, in Paleontology, vol. 44, n. 3, 2001, pp. 389–429, DOI:10.1111/1475-4983.00185.
  • Zofia Kielan-Jaworowska, Richard L. Cifelli, and Zhe-Xi Luo (2004). "Mammals from the age of dinosaurs : origins, evolution, and structure" pp. 260–342. ISBN 0-231-11918-6
  • Hurum, Jørn H.; Luo, Zhe-Xi & Kielan-Jaworowska, Zofia (2006): Were mammals originally venomous? Acta Palaeontologica Polonica 51(1): 1–11. PDF fulltext Archiviato il 17 luglio 2006 in Internet Archive.

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