David Leveaux

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David Leveaux (Leicester, 13 dicembre 1957) è un regista e direttore artistico britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea in letteratura inglese all'Università di Manchester, cominciò a lavorare come assistente del regista Peter Gill al Riverside Studios. Qui diresse un acclamato allestimento di Una luna per i bastardi di Eugene O'Neill con Frances de la Tour e Ian Bannen, che nel 1984 fu riproposto anche nel West End di Londra e a Broadway.[1] Successivamente diresse Teresa Raquin a Chichester, Anna Christie a Londra e Broadway, Romeo e Giulietta per la Royal Shakespeare Company e diverse opere di Harold Pinter all'Almeida Theatre, tra cui Tradimenti e Terra di nessuno.

Nella seconda metà degli anni novanta fu il direttore artistico del Theatre Project di Tokyo, per cui diresse classici del teatro occidentale come Elettra ed Hedda Gabler. Successivamente fu regista associato della Donmar Warehouse sotto la direzione artistica di Sam Mendes, dirigendo, tra gli altri, un revival del musical Nine (1996) poi riproposto a Broadway con Antonio Banderas nel 2003, facendo ottenere a Leveaux una candidatura al Tony Award alla miglior regia di un musical. Nel 1997 diresse Zoe Wanamaker in Elettra a Londra , a cui seguì un apprezzato revival di The Real Thing, per cui Leveaux ottenne una candidatura al premio Laurence Olivier nel 2000.[2]

Successivamente ha continuato a dirigere opere di prosa e musical a Londra e Broadway, tra cui Acrobati (2003), Cyrano de Bergerac con Kevin Kline (2007), Arcadia (2009), Romeo e Giulietta con Orlando Bloom (2012) e Closer (2015). Nel 2016 fece il suo esordio alla regia cinematografica con il film L'amore oltre la guerra.

Teatro (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 20 Questions With...David Leveaux - - Interviews - Whatsonstage.com, su web.archive.org, 16 giugno 2011. URL consultato il 12 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).
  2. ^ Albemarle - Awards, su web.archive.org, 28 settembre 2011. URL consultato il 12 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2011).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN171894163 · LCCN (ENno2011096688 · J9U (ENHE987007410847805171 · WorldCat Identities (ENlccn-no2011096688