Patto Atlantico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Trattato del Nord Atlantico)
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Trattato del Nord Atlantico
Pagina di autenticazione per una copia ufficiale del trattato, firmato e sigillato dal Segretario di Stato statunitense Dean Acheson.
Tipotrattato costituente
ContestoGuerra fredda
Firma4 aprile 1949
LuogoWashington, Stati Uniti
Efficacia24 agosto 1949
CondizioniRatifica della maggioranza dei firmatari, inclusi Belgio, Canada, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti.
Parti32
Firmatari originali12
Firmatari successiviPaul-Henri Spaak
Robert Silvercruys
Lester Pearson
H. H. Wrong
Gustav Rasmussen
Henrik Kauffmann
Robert Schuman
Henri Bonnet
Bjarni Benediktsson
Thor Thors
Carlo Sforza
Alberto Tarchiani
Joseph Bech
Hugues Le Gallais
Dirk Stikker
Eelco Nicolaas Van Kleffens
Halvard Lange
Wilhelm von Munthe af Morgenstierne
José Caeiro da Mata
Pedro Teotónio Pereira
Ernest Bevin
Oliver Franks e Dean Acheson
DepositarioGoverno degli Stati Uniti
Linguefrancese e inglese
voci di trattati presenti su Wikipedia
La situazione geopolitica della Guerra fredda: in blu il Patto Atlantico, in rosso il Patto di Varsavia.
L'espansione della NATO dal 1949 al 2024.

Il Trattato del Nord Atlantico, anche conosciuto come Patto Atlantico, è un trattato difensivo firmato da Stati Uniti, Canada e vari paesi dell'Europa occidentale nel 1949. Ha dato origine alla NATO, rappresentando nel corso della guerra fredda il cosiddetto blocco occidentale.

Il Patto Atlantico venne firmato a Washington, negli Stati Uniti, il 4 aprile 1949. A esso aderirono anche paesi non geograficamente atlantici (ossia senza sbocchi sull'Oceano Atlantico) come l'Italia, la Grecia, la Turchia ed altri. La ratifica alla firma del trattato da parte degli Stati Uniti avvenne con una votazione al Senato il 21 luglio 1949.

La ratifica da parte dei parlamenti nazionali degli altri 11 paesi fu assai veloce anche se vi furono contestazioni in Italia e in Francia da parte dei rispettivi partiti comunisti locali. La Svezia, invitata a partecipare, rifiutò per preservare la sua storica neutralità. Già l'anno successivo la struttura militare, l'"Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord" (NATO), fu operativa.

Una settimana dopo la firma ufficiale della Germania Ovest (6 maggio 1955), l'Unione Sovietica ed altre nazioni a regime comunista costituirono a loro volta il Patto di Varsavia.

Il trattato è stato richiamato in occasione dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 al World Trade Center e al Pentagono, in occasione della guerra al terrorismo.

La nascita dell'accordo trova origine dal timore di un possibile attacco dell'Unione Sovietica a una delle nazioni dell'Europa occidentale, dall'impedire la rinascita di qualsiasi militarismo nazionalista attraverso una forte presenza americana e dall'incoraggiare l'integrazione della politica europea[1].

Con la firma i membri si impegnavano a saldare i propri legami, a preservare la pace, a proteggere le proprie istituzioni e i propri valori liberali e democratici, a unire gli sforzi per la "difesa collettiva".

La chiave di lettura più importante del trattato risiede nell'articolo V in cui viene dichiarato che ogni attacco ad una nazione tra quelle appartenenti alla coalizione verrà considerato come un attacco alla coalizione stessa[2].

Articolo 5:

«Le parti concordano che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o in America settentrionale, deve essere considerato come un attacco contro tutte e di conseguenza concordano che, se tale attacco armato avviene, ognuna di esse, in esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti attaccate prendendo immediatamente, individualmente o in concerto con le altre parti, tutte le azioni che ritiene necessarie, incluso l'uso della forza armata, per ripristinare e mantenere la sicurezza dell'area Nord Atlantica.»

L'altra norma che fa scattare il casus foederis è l'articolo IV, che prevede che "le parti si consulteranno ogni volta che, nell'opinione di una di esse, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata": fu richiesto sette volte, di cui quattro dalla Turchia (nel 2003 per la guerra in Iraq; nel giugno e nell'ottobre 2012, e poi di nuovo nel 2020, in seguito ad aggressioni siriane) e poi da Lettonia, Lituania e Polonia nel 2014 (dopo l'invasione russa della Crimea) ed a novembre 2021 (in seguito alla crisi dei migranti provocata dalla Bielorussia al confine polacco) ed infine dalla Polonia, da Estonia, Lettonia e Lituania a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022[3].

Paesi aderenti

[modifica | modifica wikitesto]

Le 12 nazioni che lo siglarono e che saranno poi anche le prime fondatrici della NATO furono:

In seguito vi aderirono anche:

  1. ^ A short history of NATO
  2. ^ Invocato soltanto una volta, dagli Stati Uniti dopo l'11 settembre 2001, anche se in quel caso si è parlato di "misera fine delle roboanti proclamazioni" rimaste a livello di "mere attestazioni di solidarietà" (Giampiero Buonomo, L'ordinamento giuridico internazionale dopo Guantanamo, in Questione giustizia, 2005, p. 323).
  3. ^ Andrea Marinelli, Cosa dice l'articolo 4 dell'Alleanza, Corriere della sera, 25 febbraio 2022.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN180026678 · LCCN (ENno92010826 · J9U (ENHE987007289819905171 · NDL (ENJA00566032